La Lega prova a mettere un crocefisso in ogni stanza

In ogni sala istituzionale della Regione Lombardia ci sarà un crocefisso. A stabilirlo è la commissione Cultura e il provvedimento sarà votato nell’aula del Consiglio dopo la pausa estiva. La proposta di «imporre» il simbolo cristiano alle pareti è firmata Lega Nord e anche su un argomento come questo non sono mancati gli screzi con il Pdl. La Lega infatti avrebbe voluto appendere un simbolo cristiano in ogni ufficio (centinaia di stanze). Il Pdl invece ha presentato un emendamento, firmato da Giorgio Puricelli, per «smussare» l’idea iniziale e, con più buon senso, ha ottenuto di mettere il crocefisso solo nelle sale istituzionali e all’ingresso degli edifici. Una versione che è stata tollerata più di buon grado anche dall’opposizione. Inoltre il Pdl, che comunque ha dato il suo pieno sostegno alla proposta, ha voluto sottolineare che appendere il crocefisso è una scelta e non un «obbligo», come invece era scritto nella bozza di provvedimento. Di fatto a suggellare l’affissione è un voto. Immediate le polemiche e le critiche del Pd: «Per il centrodestra il crocefisso è solo un oggetto di arredo». I consiglieri Fabio Pizzul e Mario Barboni, entrambi del Pd, sostengono che «la Regione ha il diritto di esporre ciò che vuole nei suoi locali» e che quella appena approvata «è una legge non necessaria, e forse anche al di fuori delle competenze della Regione. Si è voluta rimarcare una primogenitura nella difesa di valori che andrebbero più vissuti che solamente proclamati». A spiegare le ragioni del Carroccio è il consigliere Alessandro Marelli: «Come ribadito dalla giurisprudenza italiana e confermato dalla recente sentenza della Corte europea - sostiene - va riconosciuto al crocefisso, oltre al significato per i credenti, il valore di simbolo di questa nostra civiltà, della nostra cultura umanistica e della nostra coscienza etica».