La Lega punta sulla Liguria per le sue sfide impossibili

È countdown per il ritorno a Genova, martedì, del Senatur. Ma intanto per il popolo del Carroccio l’appuntamento è «Al solito posto». Battuta? Macché, baretto delizioso in quel di Sestri, che alla fidelizzazione la Lega ci tiene. E il nome si presta per sintetizzare frequentazioni assidue che ieri hanno quagliato sulla lista in appoggio al candidato sindaco del Popolo della Libertà Giuseppe Ianni. In testa Ermes Paterlini, presidente Ascom ed ex calciatore di serie A, ed Albino Armanino, segretario locale della Lega. Battono sul concreto e tirano dentro operai, commercianti, imprenditori, pensionati, e uno studente, Giuliano Beaud, figlio dell'assessore di Vittorio Agostino. Il verde schizza e Armanino apre: «Mesi di lavoro e una scelta azzeccata. Contro molti candidati di sinistra che cercano di soffiarci voti». Ianni aggancia, ma chiede un minuto di silenzio per la morte dell'amico Tino Barbera. Si commuove, «sarebbe stato un buon compagno di viaggio per la mia campagna elettorale». Poi il contingente politico in pillole: «Vogliamo recuperare il rapporto con i dipendenti comunali, che le risorse umane di Sestri non sono mai state valorizzate. Adotteremo un sistema meritocratico e coinvolgeremo l'intero staff». Il flash sul trasporto pubblico per ragazzi da razionalizzare e la città da rimodellare su bambini e anziani. Bar affollato, Paterlini verde dai calzini agli occhi, insiste: «Bisogno dirlo: è la prima volta che il centrodestra qui si presenta unito. Ianni è i nostro uomo contro quattro candidature di sinistra, dal rosso pallido al cardinale. E mettiamoci dentro anche Giacomo Rossignotti che è più rosso di Lavarello».
Parterlini si scalda, i commenti montano e i sanguigni s'animano: «E dicono che Ianni non è conosciuto. Ha tempo per raccontarsi lui, ma gli altri li conosciamo bene, no? Non ha interessi particolari da difendere, solo quelli della città». «Al solito posto» ci sono arrivati in tanti, Francesco Bruzzone, segretario nazionale della Lega, apprezza e da buon cacciatore alza il tiro e centra: «Scorrevo la lista e questi signori li conosco tutti uno per uno: persone serie, affidabili, una garanzia. Non entro nel merito della situazione sestrina, ma il fatto che qui si voti nello stesso giorno delle politiche, ha un significato assolutamente politico». È una marcia serrata su tutti i bastioni nostrani e più son rossi meglio è.
La Liguria diventa per la Lega frequentazione assidua, tant'è che ieri, a Genova, l'europarlamentare Mario Borghezio, big della Lega è sceso a fare campagna a Sestri Ponente e Certosa, «cuore rosso» della città. Lo stesso Bossi era già sceso lo scorso mercoledì ad Imperia. Segnali forti a significare che la Lega punta alla grande su una Liguria che ha in ballo un posto alla Camera. Quello di Maurizio Balocchi (che per le sue recenti nozze ha dirottato a Chiavari gli stati generali del partito), secondo in lista dietro il Senatur, che rinuncerà; mentre è molto molto difficile il seggio al Senato per Bruno Ravera che però a non mollare mai c’è abituato.
Tavolo forte e puntate al alto tasso d'adrenalina. Bruzzone ci lavora e predica: «Il Paese è messo male, l'esperienza del centro sinistra ha fallito. La Lega è alleata con il Pdl e corriamo con il nostro simbolo. Abbiamo distinzione di contenuti e il voto dato a noi è utilissimo e pesantissimo. Siamo per la moratoria delle moschee e per sindaci con potere di espulsione. Per la regionalizzazione delle reti autostradali e la cancellazione dei pedaggi, sostenibile grazie alla riforma delle fiscalità». Zoom ancora su Sestri: «Sono certo che anche qui la gente comincerà a ragionare e a smascherare i meccanismi fasulli della sinistra».
Non mollano e il «solito posto» diventa parafrasi di convergenze. Intanto, per consolidare, martedì, ore 21, Umberto Bossi sarà a Genova, al Teatro della Gioventù di via Cesarea 14, per un incontro pubblico, con cena successiva alle «Terrazze del Ducale» a Palazzo Ducale.