La Lega: «Se apre, allora la Moratti chiuda la moschea»

Gianandrea Zagato

La Milano che dice “no” alla scuola islamica si ritrova al civico 4 di via Ventura. Appuntamento alle ore undici di lunedì per gridarlo «pacificamente e democraticamente» insieme alla Lega, che in queste settimane ha raccolto cinquemila firme tra chi «condivide le nostre perplessità sull’opportunità di aprire questa scuola nata fuori dalle regole». Occasione, spiega Matteo Salvini, capogruppo consiliare leghista, per «rispedire al mittente quel messaggio politico-culturale che l’apertura della scuola islamica offre»: «Protesta di chi, quindi, non accetta affatto che la resa nei confronti del mondo islamico parta da Milano».
Parole chiare e messe nero su bianco in uno slogan a caratteri cubitali: «Invasione islamica, c’è chi dice no». Striscione che Salvini e i leghisti innalzeranno «anche se, a questo punto, c’è poco da fare»: «La scuola nata sulle ceneri di quell’illegale di via Quaranta apre nonostante il “no” del Comune. La decisione l’hanno presa il ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni e il suo rappresentante milanese Mario Dutto e senza alcuna preoccupazione per i contenuti educativi che in via Ventura passeranno attraverso la recita salmodiata del Corano. Continuiamo a pensare che sia un errore, una mancata occasione per fare della vera integrazione. Sì, un cedimento all’Islam pericoloso e sbagliato. Ma, ripeto, c’è poco da fare se non “rifarsi” da parte di Palazzo Marino chiudendo la moschea di viale Jenner».
Proposta che Salvini rivolge al sindaco Letizia Moratti: «Si chiuda quella moschea che interessa pure le Procure della Repubblica e le indagini sul terrorismo internazionale. E si regolamentino i phone center che ormai aprono come i funghi in ogni angolo della città e dove non c’è alcun rispetto della legalità». Richieste che il leghista Salvini presenta «formalmente» al sindaco e al consiglio comunale, «impegno ad utilizzare gli strumenti di cui il Comune di Milano dispone» sulle attività commerciali «spesso compiacenti» degli stranieri islamici.
E, attenzione, chiarisce Salvini, è la richiesta di «un impegno» dopo che il ministro Fioroni non «si è affatto assunto alcuna responsabilità sull’apertura della scuola islamica» ma ha subìto «pure lui un ricatto tutt’interno alla sua maggioranza di Governo». Parole pesanti come pietre e con l’amarezza di chi ben sa che «al civico 4 di via Ventura si gettano le basi per l’isolamento dei ragazzi, che saranno educati secondo dettami e regole che sono terreno fertile per l’integralismo e il fondamentalismo anti-occidentale».