La Lega: «Spostiamo a Milano la Consob»

Silvia Marchetti

da Roma

La soluzione legislativa per uscire dall’impasse Bankitalia si avvicina. Oggi, al Consiglio del ministri che dovrà fare il punto sullo scottante «dossier» di via Nazionale, il ministro dell’Economia Siniscalco presenterà una bozza di riforma a cui i tecnici del ministero hanno lavorato fino a ieri. Un testo al momento semplice e conciso, in tutto cinque punti principali che «rivoluzioneranno» la natura della Banca centrale italiana e che ricalcano in gran parte il modello Bce, ma che durante la notte potrebbe avere subito delle modifiche. Dal ministero dell’Economia mettono subito le mani avanti avvertendo che si tratta, per adesso, «solo di un testo preliminare dell’articolo di legge che domani (oggi per chi legge, ndr) verrà presentato in forma diversa». In ogni modo, è una bozza che nei prossimi giorni sarà limata alla perfezione per accontentare tutta la maggioranza, Lega in testa che non intende «cacciare» Antonio Fazio. E che dovrebbe approdare sotto forma di emendamento al ddl sul risparmio, che il 14 settembre arriverà all'esame di Palazzo Madama.
Mandato di sette anni
Primo punto (e all’origine del caos poltico) la questione del mandato del governatore, che non sarà più a vita ma a termine. L’ipotesi è una durata di sette-otto anni. Non inferiore, quindi, ai cinque anni stabiliti per legge dalla Bce (né superiore agli otto). Il mandato non potrà essere rinnovato. Stando alle indiscrezioni che giungono da via XX Settembre, nei giorni scorsi sarebbe circolata una seconda bozza con il limite di età a settant’anni per le cariche di vertice di Palazzo Koch: ossia per governatore, direttore generale e vicedirettore. Un’ipotesi più volte presa in considerazione dal governo negli ultimi giorni ma che costringerebbe Antonio Fazio a lasciare via Nazionale entro l’anno (compirà 70 anni nel 2006). Ma il «partito fazista», Lega in testa ma anche alcuni settori di Forza Italia, non sembra intenzionato a cedere sul limite d’età, invocando lo statuto della Bce che «vieta» una rimozione esterna del Governatore e che prevede un adeguato periodo di transizione.
Bankitalia, le nuove quote
Una parte di via Nazionale passa allo Stato. Le quote di Bankitalia rimaste di proprietà di ex banche pubbliche diventate private potranno infatti essere detenute esclusivamente dal ministero del Tesoro o da enti pubblici. È questa la rivoluzione maggiore invocata a gran voce sia dalla maggioranza che dall’opposizione. La natura del sistema creditizio italiano è infatti un’anomalia rispetto allo scenario europeo, poiché le banche controllate sono azioniste-proprietarie del controllante. Un grave «conflitto di interesse» che distorce le regole del mercato e crea disfunzioni. Tra le banche che sarebbero interessate, Banca Intesa, San Paolo Imi, Capitalia, e Unicredito. La riforma dell’azionariato di Bankitalia dovrà inoltre essere attuata in tempi brevi: le quote bancarie che entro tre anni non passeranno nelle mani del Tesoro o di enti pubblici perderanno i relativi diritti di voto. Questo sarebbe l’aspetto più complesso della riforma: c’è un problema di quantificazione del valore delle quote detenute dalle banche, oltre a quello di individuare i costi dell’operazione e le risorse cui attingere.
Collegialità
La bozza introduce una maggiore collegialità nelle decisioni che riguardano l’Istituto centrale. Nel prendere provvedimenti, il governatore della Banca d’Italia dovrà infatti tenere conto del parere obbligatorio del direttorio, introducendo così una maggiore «collegialità». Il governatore non potrà quindi più muoversi in totale libertà, senza informare la struttura di vertice. La vicenda delle Opa ha infatti evidenziato un eccesso di discrezionalità di Fazio, che nel caso dell’operazione della Popolare di Lodi avrebbe dato il via libera definitivo al takeover dell’Antonveneta scavalcando il parere di alcuni tecnici interni.
Relazione semestrale
Stando alla «bozza Siniscalco», la Banca d’Italia dovrà presentare, ogni sei mesi, una relazione sulle proprie attività al governo e al Parlamento, in particolare per quanto riguarda le funzioni di vigilanza. Le decisioni operate da via Nazionale dovranno inoltre essere scritte e motivate. Infine, dovrà essere sottoposto alla «supervisione» delle istituzioni politiche anche i contenuti delle riunioni degli organi collegiali, che dovranno essere trascritte in appositi verbali.
Il nuovo statuto
La bozza del ministro Siniscalco prevede tempi brevi per l’entrata in vigore della riforma Bankitalia: due mesi dall’approvazione del testo.