La Lega: «Stop a Schengen e poliziotti antiterrorismo»

Pronto il pacchetto sicurezza del Carroccio. Castelli assicura che non è blindato né in contrasto con quello di Pisanu. Maroni: «Stiamo attenti, nel 2006 ci sono le Olimpiadi a Torino». Bossi: «Niente incertezze, serve uno strumento per espellere gli immigrati sospetti»

Adalberto Signore

da Milano

Sospensione del trattato di Schengen, espulsioni immediate per tutti gli immigrati sospettati di attività terroristiche, frontiere meno accessibili (una delle ipotesi allo studio è la sospensione temporanea degli ingressi), un sostanziale via libera alla superprocura Antiterrorismo con un dipartimento di polizia che si occupi esclusivamente di questo tipo di indagini, fermo di polizia portato da 12 ore a quattro giorni e controlli serratissimi sui finanziamenti alle moschee. È questo, in sostanza, il pacchetto di misure «rapide ed efficaci» di cui si è discusso ieri alla segreteria politica della Lega e che oggi il ministro della Giustizia Roberto Castelli proporrà agli alleati della maggioranza.
La linea, come al solito, la dà Umberto Bossi, più «pimpante e rilassato» del solito («evidentemente - chiosa Mario Borghezio - ha la fortuna di non sentire il caldo»). «Dobbiamo fare come la Francia - spiega il Senatùr passeggiando avanti e indietro per la sala di via Bellerio che ospita la riunione - e sospendere il trattato di Schengen». «D’altra parte - commenta uno dei partecipanti - già è stato fatto in occasione del G8 di Genova». «E poi - aggiungerà qualche minuto dopo Roberto Maroni - nel 2006 ci sono le Olimpiadi invernali a Torino, un evento ad altissimo rischio». Conferma il ministro della Giustizia Roberto Castelli al termine della segreteria: «Riteniamo che gli accordi di Schengen vadano sospesi».
Ed è questo l’unico punto su cui il Guardasigilli non ha titubanze. Per il resto, Castelli si limita a parlare di «proposte operative e legislative» da portare all’attenzione degli altri partiti della coalizione ma non entra nel dettaglio del pacchetto-antiterrorismo elaborato dal Carroccio. «Per correttezza nei confronti degli alleati - spiega - preferisco lasciare da parte i particolari. Anche perché ho letto sui giornali di un clima di contrapposizione che non esiste. C’è il tentativo dei media di descrivere la Lega come una forza estranea alla maggioranza e questo è falso, noi abbiamo un’assoluta lealtà nei confronti degli alleati». In verità, la strategia concordata a via Bellerio è quella di non alzare troppo il tiro, soprattutto nei confronti di uno come Giuseppe Pisanu, ministro di peso e uomo vicino a Berlusconi. Così, chi ha partecipato alla segreteria politica si limita a dire che «il pacchetto Pisanu non è stato oggetto di dibattito perché non si può parlare di qualcosa che non esiste», lasciando intendere che la querelle non è affatto superata. Ma Castelli - che prima di farsi portavoce della riunione ha avuto un lungo colloquio con Bossi - preferisce passare oltre e assicura che le proposte del Carroccio «non sono assolutamente blindate» né «in contrasto con quanto detto dal ministro dell’Interno». Insomma, sono due progetti «sovrapponibili».
Usa toni meno diplomatici Andrea Gibelli, capogruppo della Lega alla Camera. «A livello parlamentare - spiega - vogliamo restare un pungolo e continuare a essere la voce del popolo». Insomma, «tolleranza zero nei confronti di tutte le zone grige». Non a caso, Bossi ribadisce ai suoi che «serve uno strumento perché gli immigrati sospettati di terrorismo siano espulsi subito». «Su questo punto - dice il Senatùr - non devono esserci incertezze».
Poi, una digressione sulla festa del Redentore che si è tenuta sabato scorso a Venezia. «Un appuntamento importante - racconta Bossi - e che fa parte della nostra cultura, l’occasione per unire Milano e Venezia che sono sempre state messe l’una contro l’altra». «È vero che abbiamo fatto l’unità d’Italia, ma mettiamoci dentro anche Torino», gli fa eco il segretario della Lega Nord Piemonte Roberto Cota incassando dal Senatùr un sorriso sornione ma non troppo accondiscendente.
Tra le varie proposte esaminate ieri a via Bellerio, anche quella di sospendere gli ingressi degli extracomunitari, meccanismi che rendano più celere l’applicazione della Bossi-Fini, monitoraggi più serrati delle conversazioni telefoniche e delle e-mail, aumento da dodici a novantasei ore del fermo di polizia giudiziaria (Pisanu vorrebbe portarlo a 24) e un controllo stretto dei canali di finanziamento delle moschee in Italia, «perché i soldi delle zakat (le offerte, ndr) spesso finiscono a Hamas e ai terroristi».
Nella sua relazione davanti alla segreteria politica, Castelli parla anche della possibilità di istituire una superprocura Antiterrorismo e dà sostanzialmente il suo assenso. Anche se la Lega ha intenzione di proporre agli alleati la costituzione di un dipartimento di polizia ad hoc che si occupi del terrorismo islamico, una sorta di task force che monitori gli immigrati presenti sul nostro territorio.
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