La Lega sventola la bandiera danese al Pirellone

Zanello e Boni: «Gridiamo il nostro desiderio di democrazia»

La solidarietà alla Danimarca, dopo la dura presa di posizione del mondo islamico per le vignette su Maometto pubblicate da un quotidiano, è arrivata ieri anche dal Consiglio regionale. Con bandiere danesi sventolate in aula dalla Lega (che ha pure manifestato davanti al consolato iraniano) e qualche azzurro (Carlo Saffioti), mozioni ad hoc presentate da Forza Italia e dall’indipendente Sveva Dalmasso e condanna delle violenze subite dalle ambasciate, da parte della Margherita. Pittoresca e rumorosa, come sempre, la presa di posizione lùmbard, da costringere la sospensione della seduta consiliare per cinque minuti. Gli uomini del Carroccio, tra urla di «Viva la Danimarca, viva la libertà» e sventolii di bandiere bianco-rosse, hanno mostrato fotocopie dei disegni incriminati e presentato una mozione urgente attraverso la quale hanno espresso «indignazione nei confronti di queste barbarie, compiute da chi non rispetta le libertà fondamentali della persona» e solidarietà a direttore e giornalisti di France Soir minacciati di morte dai militanti islamici. «Siamo abituati a vedere satira sulla religione e a sentire frasi molto forti contro il crocefisso - ha spiegato il capo-delegazione leghista Boni -, a confronto queste 12 vignette sono cose risibili». «Con le bandiere e le vignette non abbiamo offeso nessuno, ma espresso un desiderio di democrazia» ha aggiunto il capogruppo Zanello.
«Pretestuose e inaccettabili» vengono pure definite da Fi, nella mozione presentata insieme al gruppo «per la Lombardia» della Dalmasso, le azioni di violenza di questi giorni contro giornali e ambasciate danesi. Per questo viene rivolto «un forte richiamo alla Ue perché si faccia carico, con opportune azioni diplomatiche, della tutela della libertà religiosa in tutti i Paesi nei quali è messa a repentaglio o addirittura cancellata».
Da registrare poi un piccolo incidente diplomatico con l’ambasciatore turco Ugur Ziyal, fortemente dispiaciuto per un’altra mozione presentata dalla Lega, quella che richiede di condizionare l’ingresso della Turchia nella Ue al «riconoscimento del genocidio armeno». Il presidente del consiglio Fontana ha ricevuto proprio ieri una lettera da Ziyal che parla di «interpretazione unilaterale».
«Sono stupito di questa lettera che censura preventivamente una mozione non ancora approvata: non è con certe lettere che si può favorire il rispetto reciproco tra civiltà e religioni» è stata la replica di Fontana.
Sempre ieri la seduta è stata sospesa durante la discussione sul pdl sui servizi alla persona su cui l'opposizione ha deciso di fare ostruzionismo. Se ne riparlerà martedì prossimo.\