Lega di Tanzania e di Campania

C’era la Lega di governo, c’è la Lega di lotta, ora sappiamo che c'è anche la Lega degli affari

C’era la Lega di governo, c’è la Lega di lotta, ora sappiamo che c'è anche la Lega degli affari. Nell’ultimo mese, come abbiamo scritto ieri, il Carroccio ha investito otto milioni di euro all'estero, quattro dei quali in un fondo della Tanzania, rendimento 4,5 per cento, quasi due punti meno dei nostri bot che servono anche a pagare i pensionati e i cassintegrati del Nord. Il gruzzolo dei padani affidato agli immigrati. Un mistero che magari un giorno qualcuno ci spiegherà. Ma che non è l'unico che aleggia in queste ore nella sede di via Bellerio. Per esempio è poco comprensibile l'annuncio di votare a favore dell'arresto del deputato Pdl Nicola Cosentino chiesto dai pm campani.

Le motivazioni offerte da Maroni sono deboli e la mossa appare più politica che etica.

Parliamo del braccio di ferro che Bossi ha ingaggiato con Berlusconi sul sostegno al governo Monti. Forse sulla pelle di Cosentino si sta giocando il futuro dell'alleanza storica Pdl-Lega, incrinata ma non archiviata. Almeno fino a oggi. Il Pdl, giustamente, vuole salvare Cosentino da un arresto preventivo senza fondamento. La Lega vuole liberarsi di Monti e andare al voto prima possibile per uscire dal vicolo cieco nella quale si è messa. La soluzione del problema non è in Tanzania ma in Campania.