La Lega vince a Teglia con l’aiuto degli zingari

Viaggio nella ex roccaforte rossa dove centinaia di extracomunitari occupano l’area della Mira Lanza

«Ci hanno tradito e stavolta siamo stati noi a giragli le spalle». Siamo a Teglia in Valpolcevera, il cuore rosso di Genova, dove il primo partito fino a qualche anno fa non erano neanche i Ds ma Rifondazione Comunista. Siamo a Teglia, dove hanno sede realtà associative tutte vicino al mondo operaio e alla sinistra storica. Siamo a Teglia dove fino a qualche anno fa chi votava per Forza Italia o per la Lega aveva quasi paura ad esprimersi.
Ma oggi le cose sono cambiate. In una delle Stalingrado genovesi il voto si è rovesciato. Tradita la Sinistra Arcobaleno e premiata la Lega Nord, «perché sono gli unici che si sono fatti vedere», raccontano gli abitanti del quartiere esasperati da una serie di situazioni, prima fra tutte quella della sicurezza. Quando da piazza Pallavicini si entra in via Rivarolo, la strada tira dritta tra il gigante di cemento dell’ex Mira Lanza e gli ipermercati nati sulle ceneri di vecchie officine: Coop, Oviesse, Scarpe&Scarpe, Mercatone Uno. L’area della Mira Lanza era quella dove avrebbe dovuto nascere il nuovo ospedale di vallata. Voluto dalla giunta Biasotti è stato cancellato dal piano sanitario regionale firmato Claudio Montaldo che proprio a Rivarolo ha il suo bacino elettorale. Oggi al posto dei cantieri per l’ospedale della Valpolcevera vi alloggiano 300 rom abusivi (stime del Comune): «Saranno anche 500, non facciamo che vederli andare avanti e indietro da via Lepanto, abbiamo paura per la sicurezza e per le condizioni igieniche. Siamo in una situazione di degrado mai toccata in passato» si sfogano i residenti.
500 rom che stanno creando preoccupazioni nel quartiere, lo ammettono anche i direttori degli ipermercati che non sanno più come limitare i furti nei negozi, ma soprattutto i piccoli esercenti di Teglia che si chiudono a chiave nei loro locali per paura di subire furti, «non posso mandare mia moglie da sola al supermercato- racconta un anziano che qui vive da sempre-: l’altro giorno è stata seguita durante la spesa da tre rom. Per paura di essere derubata di quello che aveva preso, ha preferito lasciare il carrello e andarsene senza comprare. Siamo a questi punti, capisce?». L’esasperazione la tocchi con mano, basta camminare per strada e chiedere cosa non va: «Scriva che qui non c’è niente che va bene. In piazza De Caroli hanno fatto i lavori tre anni fa e adesso nelle aiuole c’è chi posteggia le auto rubate», ne senti tante di queste storie, compreso chi si lamenta «perché avevamo chiesto la presenza di più vigili per presidiare il territorio e questi vengono a fare cassa facendo le multe alle macchine».
Gente delusa dalle istituzioni e dalla sinistra. Da quella «Sinistra» che in campagna elettorale chiedeva case per gli immigrati e benediceva pensioni per i ricongiungimenti familiari degli extracomunitari. Qui dove Rifondazione arrivava al 20%, l’Arcobaleno ha con fatica superato il 5% mentre la Lega (un anno fa al 2%) oggi è al 6,5%. Saranno numeri, ma danno l’idea di quello che è stato l’effetto: «Siamo delusi da chi promette che si farà qualcosa ma poi non prende decisioni» racconta una donna davanti al cancello in ferro battuto del circolo di Rifondazione che troviamo chiuso.
Nel mirino il sindaco Marta Vincenzi, e gli assessori Massimiliano Morettini e Francesco Scidone per l’emergenza rom: «Un anno fa siamo riusciti a sgomberarli da via Maritano, oggi ce li ritroviamo 500 metri più avanti. Se il sindaco è così solidale perché non se li mette nel giardino della sua villa? Lo spazio c’è, glielo assicuro». La Vincenzi abita proprio sulle alture della Valpolcevera e, grazie alla sua vista privilegiata, Teglia la domina. La gente ha incontrato anche il Questore: ha spiegato che per risolvere l’emergenza sicurezza nella delegazione, dovrebbe impiegare 400 uomini.
Avanzando per poche centinaia di metri in linea d’aria, c’è anche il campo nomadi regolare di Bolzaneto dove dovrebbero vivere 70 persone, ma che in realtà ne sono ospitate 200: «Siamo una servitù per la città- si lamentano i cittadini che hanno fondato un comitato spontaneo per la salvaguardia del quartiere-. Ora partiremo con una raccolta di firme per sensibilizzare chi fa orecchie da mercante alle nostre richieste. Chiederemo l’intervento dell’esercito, se necessario, anche dei paracadutisti: di chiunque possa venire a darci una mano per salvarci dal degrado».