La Lega vota Bossi capo dello Stato

Maroni: «Può essere il candidato unico della Cdl, domani ne parleremo al Cavaliere. Calderoli: «Ora tocca agli alleati seguirci»

da Roma

D’Alema, proprio no. Ma nemmeno Letta, Monti, Amato, Marini, Napolitano. Chi, allora? «Voteremo Umberto Bossi - annuncia Roberto Maroni -. È l’unico vero personaggio federalista che c’è per il Quirinale, è pure il nostro leader. Quindi, non ci sono dubbi, la Lega Nord voterà per Umberto Bossi». E non si tratta, sostiene il ministro uscente del Welfare, soltanto di un candidato di bandiera: «Io spero che lo appoggi tutto il centrodestra. Noi comunque cominciamo con lui».
Presentare il Senatùr è un’idea che spunta al termine di un paio di vertici nella villetta di Gemonio, il primo tra Bossi, i colonnelli del Carroccio e Giulio Tremonti, il secondo riservato ai dirigenti leghisti. «Domenica sera - spiega Maroni alla fine - incontreremo Silvio Berlusconi e gli diremo le nostre intenzioni. Ma non vogliamo fare una corsa solitaria, la nostra ambizione è che Umberto possa essere il candidato di tutta la Cdl. Speriamo di metterci d’accordo. Intanto lunedì iniziamo con lui». Roberto Castelli «ovviamente» condivide la decisione: «È la scelta migliore».
Soddisfatto pure Roberto Calderoli: «Tante volte abbiamo seguito fedeli i candidati degli altri, adesso tocca agli alleati seguire noi. E poi non c’è nulla di strano. Se guardate indietro, vi accorgerete che la Lega in passato ha sempre votato un proprio candidato alla presidenza della Repubblica». Ora però si pensava che il centrodestra si presentasse con un nome solo. «E perché non può essere Bossi? - risponde l’ex ministro delle Riforme -. Tutti dicono che è diventato molto saggio, quindi è il candidato perfetto. Lo abbiamo chiesto noi a lui, una richiesta approvata all'unanimità dai gruppi parlamentari. Siccome per il Colle questo è il momento di scegliere un politico, un politico che sia un federalista, chi meglio di Bossi?». Prudenti per il momento gli alleati. «Decideremo tutti insieme», dice Lucio Malan, senatore di Forza Italia.
L’incontro di Gemonio serve anche per mettere a punto le mosse della Casa della libertà in vista del referendum sulla devoluzione e per battezzare il «Comitato per la libertà» che avrà il compito di sostenere la battaglia per il sì alla riforma federalista dello Stato. Ne fanno parte per la Lega Roberto Calderoli e Giacomo Stucchi, per Forza Italia Giulio Tremonti e Aldo Brancher, per An Maurizio Gasparri e Domenico Nania e per l'Udc Giuseppe Naro. «Ho trovato tanta motivazione negli alleati - racconta Calderoli - e ci sono già tanti buoni spunti di lavoro per affrontare questa campagna referendaria nel migliore dei modi. Adesso stiamo lavorando alla strategia».
La Lega farà scendere in campo anche tre suoi comitati che «organizzeranno una campagna sul territorio attraverso una capillare opera d’informazione». «Spiegheremo a tutti - dice Roberto Cota - quali reali vantaggi introduce il federalismo. C’è in corso uno scontro tra chi vuole il cambiamento attraverso le riforme e chi invece vuole mantenere le cose come stanno. Anzi, se possibile, tornare al vecchio».