La Lega vuole la polizia regionale ma il Consiglio le spara addosso

Polemica al Pirellone. Diventa proposta di legge anche l’istituzione delle ronde dei cittadini
Scarsi però i consensi tra le altre forze politiche: «È
anticostituzionale»

Si occuperà non solo di prevenzione dei reati ma anche di controllo dei flussi migratori e persino di intelligence. È il futuro della polizia locale secondo la Lega. Almeno è quello che prevede il progetto di legge 0368 elaborato dal Carroccio, con tanto di istituzione di una polizia regionale. Una polizia super-specializzata per vigilare sul territorio anche con la collaborazione dei cittadini lombardi: «È la riorganizzazione in chiave moderna delle attuali forze di polizia locale, che s’inserisce, peraltro, nel quadro di maggior competenza e autonomia dei sindaci sul fronte sicurezza».
Spiegazione firmata dal consigliere regionale Enio Moretti che previene le critiche: «Sta a cuore all’intera maggioranza ed è stato sollecitato anche dal presidente Roberto Formigoni che ha manifestato interesse durante la discussione sullo statuto».
«Interesse» declinato in 26 articoli con obiettivo non «la disciplina a livello regionale dell’ordine e della sicurezza pubblica» e nemmeno «il maquillage normativo o il semplice coordinamento delle polizie locali» bensì «la nascita di una polizia regionale a tutti gli effetti e per la prima volta in Italia». Una risposta «con i fatti» mentre sono in aumento «le rapine all’interno delle mura domestiche, le aggressioni e le minacce alle persone, spesso legate al fenomeno dell’immigrazione clandestina» che «minano di fatto la sicurezza dei cittadini e la loro fiducia nella legge».
Anche per questo, aggiunge il capogruppo Stefano Galli, chiediamo «la promozione e lo sviluppo dell’attività di volontariato e dell’associazionismo rivolti alla cooperazione con il servizio di polizia regionale», ovvero l’istituzione delle ronde di sicurezza. Ronde a cui, dettaglia il progetto di legge, «la Regione può concedere contributi». Anche per le ronde, come per gli agenti e gli ufficiali della polizia regionale, è messa in conto un’attività di formazione in «apposita accademia». E, attenzione, il tutto coordinato «da una direzione centrale, presieduta dal presidente della giunta lombarda, che si farò carico della cooperazione con le forze della polizia di Stato».
Ma il progetto del Carroccio è «inutile» commenta l’assessore alla polizia locale Stefano Maullu: «Di polizie ne abbiamo sin troppe, occorre farle funzionare meglio, farle integrare nei vari compiti e garantire più risorse». Come dire: è un doppione e, «forse» precisa Maullu, pure «anticostituzionale perché la polizia locale non può dipendere dalla Regione ma dai sindaci e dai presidenti delle Province». Naturalmente, Maullu, dice «no alle ronde dei cittadini» perché «pericolose» e, conseguentemente, «no anche al finanziamento delle stesse». Anche Gianmario Quadrini (Udc) ricorda che «Regione Lombardia si è già dotata di provvedimenti e stanziamenti per la valorizzazione e formazione della polizia locale».
E mentre Carlo Monguzzi (Verdi) annota che «l’iniziativa leghista serve solo ad aumentare le paure», Forza Italia replica al Carroccio con un virgolettato del capogruppo Paolo Valentini: «In Lombardia esiste una legge a cui si stanno ispirando altre Regioni. Tutto è migliorabile ma in questo momento non avvertiamo la necessità di riformularla completamente». Un «no» con replica del capodelegazione leghista in giunta, Davide Boni: «In tema di sicurezza non esistono mai misure eccessive».