Ma la Lega vuole raccogliere un milione di firme anti Ue

Calderoli: «Il progetto di legge popolare è pronto, via alla sottoscrizione. Bastano 50mila adesioni, ma dobbiamo dare un segnale inequivocabile»

Adalberto Signore

da Milano

Ministro Calderoli, è soddisfatto del ritorno di Umberto Bossi a Pontida?
«Più che soddisfatto. La partecipazione è stata impressionante, non ho mai visto tanta gente neanche nelle Pontida più calde. E poi Umberto è stato commovente. Avevamo tutti gli occhi lucidi, lui mentre parlava e noi che eravamo lì sul palco ad ascoltarlo. È stato coraggioso, perché tornare così era davvero una sfida. Credo che abbia lanciato un messaggio chiaro a tutte le persone che stanno male: un invito alla speranza ma anche a combattere sempre le difficoltà con tutte le energie che si hanno in corpo».
Come è andata la consultazione interna alla base su Europa e euro?
«Benissimo. Il numero dei partecipanti, oltre 75mila, è veramente stupefacente. È chiaro che su queste questioni la gente è molto sensibile».
E come si sono espressi i militanti del Carroccio?
«La risposta è stata plebiscitaria. Sul primo quesito, il 99,75% si è detto favorevole a che la Lega presenti una proposta di legge d’iniziativa popolare per introdurre l’obbligo di referendum su ogni legge di ratifica di un trattato comunitario o internazionale che incida sulla sovranità popolare. Sul secondo, invece, il 98% si è espresso a favore di un referendum per l’introduzione di una moneta nazionale diversa dall’euro».
In questo secondo quesito era prevista più di una alternativa.
«Sì e ha prevalso largamente l’opzione della doppia moneta».
Sarà soddisfatto, è quella che aveva sostenuto lei?
«Sì ma non è questo l’importante. Quello che davvero conta è che da questa consultazione viene attribuito al movimento un forte mandato popolare per il deposito di una proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare finalizzata a indire un referendum di indirizzo sull’Europa e l’euro».
Quindi sarà questo il prossimo passo?
«Il progetto di legge costituzionale è già pronto e riassume lo spirito di tutti e due i quesiti votati domenica a Pontida. La prossima settimana, al massimo fra due, lo depositiamo e poi iniziamo subito a raccogliere le firme».
Subito quando?
«Vediamo, ma l’estate potrebbe essere un buon momento. Si possono organizzare dei gazebo anche al mare».
E quante firme servono?
«La legge ne richiede 50mila. Ma nei sei mesi di tempo che abbiamo puntiamo a raccoglierne un milione così che il mandato popolare al Parlamento sia inequivocabile. Dobbiamo mettere i politici in condizione di non poter aggirare la volontà del popolo come troppe volte è accaduto».
Questa Europa proprio non le piace?
«Non mi piace e non funziona. Ma le pare possibile che un parlamentare europeo eletto dal popolo non abbia la facoltà di proporre leggi? Nell’Ue l’iniziativa legislativa spetta alla Commissione che è nominata dai governi dei singoli Paesi, mentre il Parlamento dà pareri. Le pare questa una democrazia?».
Ciampi dice che la Costituzione Ue «resta essenziale» ed è «un baluardo contro il riemergere dei nazionalismi esasperati».
«Ma il primo compito del presidente della Repubblica non è difendere l’interesse nazionale?».
E Ciampi non lo fa?
«Be’, quando parla di nazionalismi...»
adalberto.signore@ilgiornale.it

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