Il legale: «I fumogeni? Solo per coreografie E Caravita non era nemmeno in piazza»

Per Mirko Perlino, difensore di alcuni dei sette ultrà interisti indagati e perquisiti dai carabinieri che hanno indagato sul corteo dell’11 novembre 2007 organizzato dopo la morte del tifoso laziale Gabriele Sandri è «inspiegabile e inutile una perquisizione a distanza di oltre un anno dai fatti». «Non so che cosa credessero di trovare - ha commentato il legale -: quel giorno furono lanciati sassi e fumogeni. I fumogeni che sono stati sequestrati nelle perquisizioni servivano per le coreografie, e non sono certo gli stessi». Minimizza, il legale. Peccato che anche i «semplici» fumogeni per le coreografie siano comunque proibiti. Ancora, sempre secondo Perlino - per quanto riguarda il caso di Franco Caravita, leader della curva dell’Inter e iscritto nel registro degli indagati, «esiste la prova che non era nemmeno presente quel giorno, così come altri che hanno subito la perquisizione». Per i restanti indagati, poi, «verrà affrontata singolarmente la loro posizione processuale».