Il legale di Zunino "torchiato" per ore Sospetti di tangenti per l’area ex Falck

L’avvocato Giovanni Camozzi è tornatodavanti ai pm
di Monza per spiegare una serie di operazioni di compravendita fra
società legate all’immobiliarista Luigi Zunino e Piero Di Caterina. Operazioni che 
avrebbero avuto il solo scopo di creare fondi neri

Monza - Interrogato dai pm, il 25 gennaio dello scorso anno, l’aveva spiegata così. «Zunino mi disse che per accrescere il l’immagine del gruppo Risanamento era necessario anche un appoggio politico che Di Caterina, uomo legato all’allora presidente della Provincia Filippo Penati, poteva darci». L’avvocato Giovanni Camozzi è tornato ieri davanti ai pubblici ministeri di Monza per spiegare una serie di operazioni di compravendita fra società legate all’immobiliarista Luigi Zunino (di cui era il legale rappresentante) e Piero Di Caterina. Operazioni che secondo la Procura avrebbero avuto il solo scopo di creare fondi neri da destinare alla politica, in cambio del raddoppio dei metri cubi edificabili nell’area industriale dell’ex Falck.
È stato un lungo faccia a faccia in Procura, durato tutto il pomeriggio. Camozzi è accusato di corruzione in concorso con lo stesso Zunino (il cui interrogatorio è previsto per lunedì), con l’imprenditore nel settore delle bonifiche Giuseppe Grossi, con Di Caterina e con l’ex assessore all’Edilizia di Sesto San Giovanni, Pasqualino Di Leva, in carcere dal 25 agosto scorso. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Camozzi «quale legale rappresentante pro-tempore di Immobiliare Cascina Rubina», società del gruppo Risanamento di Zunino (che aveva acquisito la proprietà dell’area Falck), avrebbe preso parte, tra il 2006 e il 2007, al versamento di 1,5 milioni di euro a favore dell’allora assessore Di Leva. Gli inquirenti hanno trovato tracce di versamenti a favore di Di Leva per circa «710 mila euro», attraverso un giro di false fatturazioni.
Nei giorni scorsi, l’ex responsabile dello sportello edilizia di Sesto San Giovanni, Nicoletta Sostaro, aveva raccontato nel corso di un interrogatorio di una cena in un noto ristorante milanese, alla quale presero parte proprio Camozzi, Grossi e Di Leva. Anche davanti a un piatto di pesce, dunque, si sarebbe discusso di come oliare la politica, per avere in cambio l’aumento delle volumetrie edificabili: da 650mila a oltre un milione di metri quadri.