Legambiente dice no al nucleare in Lombardia

Secondo l'associazione ambientalista il ricorso a una centrale atomica sarebbe «irresponsabile» oltre che antistorico: «Meglio puntare sull'energia rinnovabile»

Pensare a centrali nucleari in Lombardia in questo momento non sarebbe solo sbagliato ma anche «irresponsabile». Così Legambiente Lombardia interviene nella discussione sul nucleare tornata attuale oggi dopo la firma del protocollo intergovernativo da parte di Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy, e sui due memorandum siglati da Enel e Edf che coprono tutta la filiera del nucleare e prevedono la costruzione di quattro centrali nucleari di terza generazione in Italia, la prima operativa dal 2020. «Abbiamo bisogno di puntare sulle rinnovabili e sulla efficienza energetica» dichiara Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia. E spiega: «Meglio mettere in cantiere migliaia di piccoli progetti che diano lavoro alle imprese in difficoltà invece che fare sparate su grandi centrali che non rispondono ad un bisogno della nostra economia, presentano gravi rischi e che sono basate su una tecnologia su cui nel mondo gli investimenti sono pressoché abbandonati da decenni».