Legambiente «È una sfida ma serve più coraggio»

«Occorre più coraggio per affrontare grandi sfide ambientali come quella dei rifiuti - dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia - i piani provinciali non possono limitarsi a prendere atto dei dati tendenziali, ma devono agire per modificare le tendenze, definendo adeguati obiettivi e strumenti per perseguirli. Il minimo che ci possiamo aspettare dal Piano della Provincia di Milano è il rispetto degli obblighi di legge, che impongono investimenti nella gestione integrata dei rifiuti per migliorare il recupero di materiali: è assurdo lasciare aperta la possibilità di un nuovo inceneritore, occorre osare di più in particolare nel capoluogo, che continua ad essere in ritardo sulla raccolta differenziata».
Il Piano rifiuti della Provincia, insomma, secondo Legambiente, non deve diventare pretesto per costruire nuovi inceneritori a Milano, semplicemente perché non rappresentano una priorità: anzi, migliorando la gestione integrata secondo gli obblighi di legge, ulteriori impianti di questo tipo non rientrano in alcuno scenario sostenibile neanche per il prossimo futuro, né nel Parco Sud né altrove. Secondo le analisi di Legambiente i «numeri» del piano metterebbero in luce lo scarso impulso dato negli ultimi anni alle azioni per migliorare la raccolta differenziata. Secondo le proiezioni del Piano, l’obiettivo è quello di arrivare al cinquantadue per cento di raccolta differenziata entro il 2011: un due per cento in più di quanto prevede il vecchio Piano regionale ma molto meno dei sopravvenuti obblighi di legge, che fissano l’obiettivo del sessanta per cento entro il 2011 (Legge finanziaria del 2007) o addirittura del sessantacinque per cento, in linea con gli indirizzi della Unione Europea, secondo il testo unico per l’ambiente.