Legami troppo stretti con Ds e Cgil Così le coop non possono decollare

Credo che le aziende cooperative non possano pretendere di avere la botte piena e la moglie ubriaca: se intendono entrare nell’economia dei grandi numeri e finanziarsi attraverso il mercato borsistico, alla pari con le altre imprese private, devono rinunciare all’attuale regime di privilegio fiscale trasformandosi in Società per azioni. Certamente, se la cooperazione punterà nei prossimi anni alla concentrazione delle strutture, alla loro messa in rete ed alla loro internazionalizzazione, avrà bisogno di una leva finanziaria forte che attualmente non possiede. Finché però continuerà a persistere quel «triangolo» formato dalla Cooperazione rossa, dai Ds e dalla Cgil, che ha contribuito finora a far prevalere gli interessi ideologici su quelli economici, ben difficilmente le aziende cooperative potranno decollare. In generale, finché, la Cooperazione continuerà ad essere così strettamente legata ai partiti del centrosinistra, la sua autonomia è destinata a rimanere una pura enunciazione e la sua strategia aziendale seguiterà ad essere pesantemente condizionata, come dimostra il fallimento della scalata di Unipol alla Bnl. Un segnale di cambiamento potrebbe essere rappresentato dall’uscita, dal consiglio di amministrazione dell’Unipol, delle organizzazioni sindacali dei lavoratori dipendenti: una presenza «anomala» per qualsiasi impresa, anche cooperativa. Si tratta di capire se la cooperazione è diventata adulta o intenda rimanere, ancora per decenni, nel limbo dell’economia italiana.