«Legata e bendata in cantina per 157 giorni»

«Il momento più bello è stato quando mi hanno fatto vedere un programma tv francese dove si manifestava per me»

Alberto Toscano

da Parigi

«Dimagrita e piena di voglia di battersi». Così Serge July, direttore del quotidiano parigino Libération, descrive le condizioni di Florence Aubenas, 44 anni, la sua inviata speciale in Irak, rientrata a Parigi ieri sera dopo un sequestro di 157 giorni. Era il 5 gennaio scorso quando Florence Aubenas venne rapita in un quartiere periferico di Bagdad insieme al suo interprete iracheno Hussein Hanoun.
Erano passate da poco le dieci di ieri mattina quando tutte le reti radio e tv transalpine hanno interrotto i loro programmi per dare l'annuncio tanto atteso: Florence è libera. Così si è saputo che il sequestro era terminato nel pomeriggio di sabato, quando Florence e Hussein sono passati dalle mani dei loro rapitori a quelle degli agenti della Dgse, Direzione generale della sicurezza esterna, i servizi segreti francesi dipendenti dal ministero della Difesa.
Non si sa in che modo sia tecnicamente avvenuta l'«operazione libertà». Certo Florence e Hussein hanno trascorso la notte a Bagdad in un luogo segreto, posto sotto il controllo degli agenti francesi. Ieri mattina il presidente Chirac ha chiamato i genitori di Florence per dare la buona notizia. Poi l'annuncio della liberazione è stato improvvisamente diramato mentre gli ex ostaggi si trovavano all'aeroporto di Bagdad, in procinto d'imbarcarsi su un C-130 francese. Ecco l'imprevisto: una tempesta di sabbia. In quelle condizioni i decolli sono pericolosi e fortemente sconsigliati. Ma l'ambasciata francese a Bagdad decide di procedere ugualmente. Meglio lasciare l'Irak. Costi quel che costi.
Intanto le tv del mondo intero propongono le immagini del ritorno a casa di Hussein Hanoun a Bagdad. Sembra che l'ambasciata francese gli avesse proposto di raggiungere Parigi con la sua famiglia, garantendo a tutti un visto di soggiorno e di lavoro. Lui ha rifiutato. Per il suo ritorno la famiglia ha fatto gran festa, arrostendo agnelli e montoni.
Ma il sospiro più grande lo ha tirato Florence nel descrivere ai suoi soccorritori le «difficili condizioni» della sua detenzione: 157 giorni «in uno scantinato buio, legata e con gli occhi molto spesso bendati, sempre in compagnia di Hussein». E con acqua e cibo non abbondanti.
Ieri la giornalista rumena sequestrata con due connazionali e recentemente liberata ha detto d'essersi trovata fianco a fianco con Florence, che dal canto suo ha smentito, seppur con qualche esitazione. Un piccolo mistero, che verrà chiarito domani, quando Florence terrà una conferenza stampa. Comunque è sicuro che le autorità rumene abbiano aiutato quelle francesi: il gruppo dei sequestratori era senza dubbio lo stesso.
A Cipro, Florence è stata raggiunta da un Falcon militare a disposizione del governo francese. A bordo c'era il ministro degli Esteri Philippe Douste-Blazy, che è rientrato a Parigi con Florence Aubenas. L'aereo è atterrato poco dopo le 19 alla base militare di Villacoublay, a poche decine di chilometri dalla capitale. Il presidente Jacques Chirac era sulla pista e ha immediatamente abbracciato e baciato la giornalista. Poi una sua rapidissima conferenza stampa per dire di sentirsi bene e per ringraziare tutti coloro che si sono mobilitati per lei. Soprattutto i giornalisti: «Il momento più bello - ha detto Florence - è stato quando i miei sequestratori mi hanno permesso di vedere la rete francese Tv5 e ho assistito a un programma in cui si chiedeva la mia liberazione». «Ogni giorno pensavo di essere liberata - aggiunge -: già il 6 mattina (il giorno dopo il rapimento, ndr) pensavo di uscire, il 7 lo stesso...».