Legato a un palo, nudo e ubriaco: ambasciatore israeliano dà scandalo

Lo ha trovato la polizia in piena notte Indossava una cintura stile sadomaso

da Gerusalemme

È con imbarazzo che un funzionario di alto rango ha informato la signora Tzipi Livni, capo della diplomazia israeliana, dell’ultimo scandalo sessuale che scuote lo Stato ebraico. Questa volta non sono coinvolti i vertici istituzionali - per questioni carnali il ministro della Giustizia Haim Ramon ha dovuto dimettersi e il presidente Moshe Katsav rischia l’impeachment (ieri anche suo fratello Lior ha ricevuto un avviso di reato per molestie sessuali) - ma lo è un personaggio che comunque rappresenta il Paese: l’ambasciatore nel Salvador, il cinquantenne Tzuriel Raphael.
Che ha combinato il diplomatico? A San Salvador, in una calda notte di due settimane fa, riferisce il Jerusalem Post, i fari di un’auto della polizia lo hanno illuminato nudo e legato a un palo. Sua eccellenza per la verità non era proprio come mamma l’aveva fatto: indossava una cintura nera con le borchie e qualche ninnolo proveniente da una valigetta con il necessario per i giochini sadomaso. In bocca, una pallina di gomma. L’uomo, in evidente stato di ebbrezza, non sembrava dispiaciuto di trovarsi in quell’insolita posizione. Il palo, per la cronaca, non distava molto dalla sede diplomatica.
Gli agenti hanno pensato di trovarsi davanti a uno straniero, alticcio e pervertito, venuto in America centrale alla ricerca di piaceri proibiti. In passato, in Europa andava di moda il Grand tour; oggi, in America latina e nel Sud Est asiatico, va di moda il turismo sessuale. Raphael era sì ubriaco, ma in grado di rispondere alle domande degli agenti. «Ragazzi, sono l’ambasciatore israeliano», ha detto con un imbarazzante sorriso ai giovanotti in uniforme. Non sappiamo quale sia stata la replica. Ma il controllo dei documenti e il riscontro, avvenuto via radio, hanno confermato che il maturo signore non millantava la feluca. I poliziotti hanno slegato Raphael, gli hanno dato una coperta con cui restituirgli un po’ di dignità e lo hanno accompagnato alla sua residenza. Le autorità salvadoregne si sono ben guardate dal diffondere la notizia, ma qualcuno l’ha spifferata alla stampa israeliana. E ora la signora Livni ha richiamato in patria l’ambasciatore, le cui tendenze gay non costituivano un segreto, «per comportamento inappropriato e inaccettabile».