La Legge Berlusconi per la libertà d'impresa

Con un nuovo messaggio sul sito <em>Forzasilvio.it </em>il presidente del Consiglio torna a parlare di un tema che gli sta a cuore: liberare le imprese da lacci e lacciuoli della burocrazia garantendo tempi certi e veloci

Roma - E' sempre più convinto, Berlusconi, che per ridare slancio all'economia sia necessario varare un robusto snellimento delle procedure burocratiche che, ad oggi, complicano, e non poco, la vita degli imprenditori. Il premier da tempo ha in mente un insieme di riforme per eliminare tutti questi lacci e lacciuoli burocratici. Ne parla, ancora una volta, sul sito Forzasilvio.it.

Una nuova legge "Stiamo lavorando a una nuova legge, che già qualche ministro ha chiamato, bontà sua, la Legge Berlusconi, per realizzare in tempi ridotti la vera libertà d’impresa". Il presidente del Consiglio ribadisce la necessità di liberare le imprese dai troppi vincoli della burocrazia e annuncia una legge ad hoc per garantire "tempi certi e veloci" perché "se il mancato rispetto dei tempi da parte delle amministrazioni è assurdo in tempi di crescita, in tempi di difficoltà economica è un vero e proprio delitto".

Più facile avviare un'impresa Il premier illustra "alcuni punti della proposta": al primo posto "avviare una nuova impresa o un nuovo stabilimento con una semplice comunicazione allo Sportello unico che ogni Comune deve mettere in campo: questa semplice comunicazione di inizio attività - spiega il Cavaliere - sostituirà la richiesta di permessi, di autorizzazioni, di concessioni, di licenze: che sono, tutte queste cose, un linguaggio da Stato totalitario, da Stato padrone che concepisce i suoi cittadini come sudditi".

Tutte le regole su internet Al secondo punto della proposta, il presidente del Consiglio spiega: "Pubblicare nel sito internet del ministero dello Sviluppo economico e delle Camere di commercio le regole per ogni settore di impresa, tenendo conto anche della dimensione dell’impresa, in modo che chi avvia un’attività sappia prima con certezza cosa deve fare. In una democrazia veramente libera - rimarca Berlusconi - deve valere solo la certezza della norma e non invece l’arbitrio di un’amministrazione o magari anche, e peggio, l’arbitrio di un funzionario pubblico".

Basta norme incerte Per il premier, "la complessità e l’incertezza delle norme e le diverse autorità che intervengono sul medesimo aspetto non sono una garanzia per la società, ma purtroppo troppo spesso diventano un sistema in cui può prosperare la corruzione".

Verifica unica Infine, è il terzo punto della proposta, "intendiamo mettere fine a quella processione delle autorità che vengono a controllare in momenti diversi e chiedono modifiche diverse: vogliamo invece passare a una verifica unica, ex post, con un’amministrazione capofila che entro X mesi, diciamo due mesi, se ci sono difformità rispetto alle regole pubblicate e senza che possano avanzarsi nuove richieste, concordi con l’imprenditore che cosa fare, come farlo e in che tempi farlo". "Quindi - conclude il premier - l’amministrazione pubblica deve capire che controllo non significa stato di polizia, ma deve significare invece aiutare chi fa impresa a fare le cose come vanno fatte".