La legge del Caos è musica per Jovanotti

Il popolare cantante torna a esibirsi a Roma Questa sera al Palalottomatica: «Vi stupirò con la nuova versione di “Gimme Five”»

Simone Mercurio

È un vulcano in ebollizione, un pugile caricatissimo fra un incontro e l’altro, un accumulatore di energia che più ne riceve e più ne rimanda all’esterno. È Lorenzo Cherubini, alias Jovanotti. Questa sera fa tappa al Palalottomatica (ore 21) con il suo «Buon Sangue Tour».
Si ha l’impressione che acquisisca e rielabori ogni tipo di musica, contaminandola proprio come un deejay-musicista.
«È stato così di sicuro in passato. Questa volta volevo, però, fare un disco di stomaco. I miei viaggi credo che abbiano influenzato il mio lavoro. In Buon Sangue non devi mai sapere dove sei, senza riferimenti precisi. Ho tentato di distruggerli tutti: sia ideologici che culturali ed emotivi. È un disco dove lo spazio è totalmente esploso, il disordine è una ricchezza, il caos è la pancia di questo disco. Questa era l’intenzione che avevo in mente quando ho iniziato a lavorarci. È un disco sul caos, un disco senza schemi, dove le canzoni non iniziano e non finiscono. Per me si tratta un po’ della via alla modernità: il fatto di non avere più punti di riferimento diventa un propulsore, non una disfatta».
Cambiando pelle spesso, non c’è rischio di annoiarsi.
«Cambio pelle come fanno gli animali, è una necessità della mia vita, lo faccio per sopravvivere in un mondo che altrimenti ti schiaccia, ti fa diventare l’imitazione di un cliché. La grande fortuna è che la vecchia pelle resta lì a disposizione di chi la vuole indossare. I dischi restano, le canzoni con il tempo diventano a volte più belle, si spogliano delle contingenze legate all’attualità e al personaggio, diventano più vere».
È vero che in questo tour rifà i suoi pezzi delle origini che in passato quasi rinnegava?
«Sì, ascolterete una versione pazzesca di Gimme Five! Ho fatto pace con quel Jovanotti di For President. Riascoltandole qualche tempo fa le ho trovate davvero forti! Allora erano una bomba, ma anche oggi hanno la loro carica!»
Cosa ascolta di più oggi Jovanotti? Cosa ha influenzato di più «Buon Sangue»?
«Sono un frullatore, mi nutro di ogni cosa che mi passa davanti. In questo disco la vera influenza è stata una certa letteratura del Quattrocento, il poema cavalleresco, il cinema di Fellini, di Terry Gilliam e Tarantino, i Beastie Boys, il Miles Davis elettrico, Bennato e Nino Rota, James Brown e i Funkadelic, lo schifo che provo per i fighetti sempre pronti a giudicare, i film di Herzog. Una delle più grandi è stata mia figlia, lei è stata decisiva come influenza».
Si sente più cantautore o parte di un gruppo?
«Mi piace molto lavorare in gruppo ma la solitudine mi è necessaria per maturare il progetto. Sono felice della possibilità che mi è data di giocare come un bambino, insieme o da solo, proprio come fanno i ragazzini in cortile».
Come sta il mondo? Si domanda in «Tanto». E come stanno i giovani qui da noi?
«Sui giovani non è più possibile generalizzare. Quello che mi pare strano è che oggi i giovani risultino più conservatori dei quarantenni, il mondo fa paura, questo lo capisco, ma non bisogna lasciarsi schiacciare dalle ansie, bisogna reagire. Mi rendo conto che avere vent’anni oggi è un bel casino, io a vent’anni avevo la fortuna di avere una grande passione, se non l’avessi avuta mi sarei cacciato in un bel guaio».
Si parla di questa sua tournée come di un grande spettacolo, di un grande evento. Cosa dobbiamo aspettarci questa sera?
«Aspettatevi una musica da 80mila watt, roba da spaccare i muri del Palalottomatica! Nell’ultima occasione avevo preferito un tour molto semplice, puntando soprattutto sulla musica, senza tanti fronzoli. Questa volta invece ho voluto aggiungere alle emozioni derivanti dalla musica un palco che abbraccia il pubblico e che con i suoi “ponti” e le sue “passerelle” mi faccia andare in mezzo alla gente. Sarà diviso in tre capitoli: la prima parte sarà dedicata alle canzoni hip-hop, poi ci sarà il momento “super-romantico” con i brani più lenti e batticuore e infine ci sarà il tempo dedicato ai miei più grandi successi dall’85 a oggi».
Chi salirà con lei sul palco?
«Oltre a Saturnino (al basso), c’è Mylious Johnson (il miglior batterista under 30 del mondo), Jorge Bezerra Junior (giovane percussionista brasiliano), Riccardo Onori (alla chitarra). Frank Santarecchi (che suona le tastiere analogiche vintage), Chritian Rigano è la spina dorsale elettronica dello show. Infine, c’è Michele Canova. Il suo apporto alla realizzazione degli arrangiamenti è fondamentale».