Legge drastica contro i furti per le amanti

da Phnom Penh

Il Parlamento cambogiano ha approvato ieri una legge che, per cercare di combattere la corruzione, istituisce il reato di adulterio, per il quale è previsto fino a un anno di reclusione.
Questa decisione ha provocato le accese proteste dell’opposizione, che sostiene che la legge ricorda i provvedimenti dei Khmer Rossi e dei talebani in un Paese che dovrebbe cercare di affrontare il problema della povertà invece di legiferare sulla moralità dei suoi cittadini.
Secondo il governo di Phnom Penh la legge aiuterà a ridurre la dilagante corruzione che affligge la Cambogia eliminando la tentazione per i funzionari pubblici di rubare dalle casse dello Stato per mantenere le loro amanti.
«Questa legge mira anche a combattere la corruzione, perché quando i funzionari pubblici hanno molte amanti cercano più fonti finanziarie per mantenere le loro ragazze», ha dichiarato il presidente dell’Assemblea nazionale Heng Samrin.
«Il governo sta cercando di distrarre l’opinione pubblica dai problemi importanti come la povertà e la cultura dell’impunità», ha commentato Sam Rainsy, capo di un partito d’opposizione.
«Ci sono solo un paio di Paesi nel mondo che perseguono a norma di legge l’immoralità personale basandosi sui loro testi sacri, tra cui l’ex regime dei talebani - ha aggiunto Eng Chhay Eang, parlamentare dell’opposizione -. Lo stesso accadde durante il regime di Pol Pot. Uccidevano le persone che avevano rapporti extraconiugali».
Il 35% dei 14 milioni di cambogiani vive con meno di un dollaro al giorno, ma chi può si permette molte amanti.