Legge elettorale, accordo nel Polo Riforma che tuteli il bipolarismo

Vertice a Gemonio, i leader della Casa delle Libertà decidono la strategia in vista della riforma elettorale. Berlusconi: "Abbiamo l'intesa". Sistema proporzionale con sbarramento per evitare la frammentazione, indicazione delle alleanze fra partiti e nome del candidato premier prima del voto

Gemonio (Varese) - Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini e Umberto Bossi hanno raggiunto una intesa sulla riforma della legge elettorale. Dopo circa un’ora di lavori a Gemonio, nella residenza del segretario del Carroccio, i tre leader hanno ribadito la propria disponibilità a modificare la legge elettorale a patto che vengano rispettati alcuni principi: il bipolarismo, cioè l’indicazione prima delle elezioni delle alleanze, e uno sbarramento che eviti la frammentazione eccessiva dei partiti.

Berlusconi: "Si può votare con questa legge" "Si può votare con questa legge elettorale - ha sottolineato Berlusconi al termine dell’incontro - ma siamo anche disposti a esaminare una nuova legge purchè si uniformi a tre punti: bipolarismo, indicazione preventiva di alleanze e del presidente del Consiglio e, infine, uno sbarramento che eviti la frammentazione".

"Centrodestra sempre più solido" "Questo è il momento giusto per ripartire con l’alleanza del centrodestra che è sempre più solida". Da Gemonio il leader di Forza Italia conferma la solidità dell’alleanza di centrodestra per ripartire nell’opposizione all’attuale governo. A questo scopo Berlusconi conferma la volontà di dare vita ad una vera e propria officina con gli Stati generali dell’opposizione ai quali, ha detto "saranno chiamati anche tutti gli altri partiti che all’interno della coalizione in questo momento avanzano qualche perplessità. Non abbiamo mai imposto alcun diktat e abbiamo sempre lavorato in grande accordo con comunione di spirito e di intenti, sicuri di potere tornare a quell’accordo che ci ha consentito il record di potere governare per 5 anni".

A questo proposito Berlusconi ha poi confermato come i tre leader oggi si siano trovati soprattutto d’accordo sul fatto che il 76% degli italiani sostiene che questo governo abbia malgovernato e che quindi, per il bene dell’Italia, deve andare a casa.

Fini: "Bipolarismo irreversibile" Disponibilità a discutere di una nuova legge elettorale è stata espressa anche dal leader di An Gianfranco Fini, che ha appoggiato e promosso la raccolta delle firme del referendum: premesso che "si può andare a votare con quella che c’è - ha spiegato Fini - siamo pronti a discutere, se l’attuale maggioranza non è soddisfatta", ma questo a delle condizioni. In primis "il sistema bipolare è irreversibile. Il sistema bipolare, con una legge elettorale proporzionale e i partiti che devono essere obbligati a dichiarare le alleanze prima del voto. Non è pensabile che vadano al voto con le mani libere. Questo significa anche indicazione del premier e presentazione di un programma".
Fini si è detto d’accordo con suoi alleati, Berlusconi e Bossi, anche sulla necessità di evitare la frammentazione. Questo significa o uno sbarramento oppure un meccanismo per il quale "soltanto movimenti che abbiamo un forte radicamento territoriale sono presenti in parlamento".

Bossi: "La riforma detterà i tempi del voto" Per nuove elezioni bisognerà aspettare che prima si faccia la riforma della legge elettorale. Lo ha detto Umberto Bossi, al termine del vertice. "Se cambia la legge elettorale sarà la realtà a imporre i tempi" ha risposto il segretario del Carroccio a chi gli chiedeva della possibilità di andare alle urne nel 2008. Bossi ha sottolineato che "la gente vorrebbe andarci subito" ma che per il momento bisogna aspettare la riforma della legge elettorale.

Il ministro Chiti: "Valuteremo le proposte della Cdl" "Subito voglio fare due osservazioni - spiega Chiti -: la prima è che non si può mettere sullo stesso piano il lasciare l'attuale legge elettorale con la disponibilità a costruirne una nuova, perché l'Italia ha bisogno di una nuova legge elettorale. La seconda è che per noi gli obiettivi fondamentali della nuova legge elettorale devono essere non solo la salvaguardia del bipolarismo, che non sia un bipolarismo coatto, e l`impegno contro la frammentazione, come giustamente si preoccupano i leader del centro-destra, ma anche un nuovo rapporto tra cittadini ed eletti (quindi no a liste bloccate con trentotto candidati nelle circoscrizioni) e delle misure per garantire una maggiore presenza delle donne in parlamento".