Legge elettorale. Berlusconi: "No al sistema tedesco. Sbarramento al 4%"

Il Cavaliere: "Serve qualche piccolo aggiustamento e uno sbarramento da concordare con gli alleati. Prodi è un professionista della politica, sta
cercando solo di dividere il centrodestra e pensare di restare in sella"

Roma - Un no chiaro e tondo contro l'ipotesi di una riforma della legge elettorale che vada verso il sistema tedesco. Lo ha ribadito Silvio Berlusconi incontrando i coordinatori regionali azzurri. La stella polare per il Cavaliere è riferiscono fonti azzurre "qualche piccolo aggiustamento da fare e uno sbarramento al 4% da concordare con gli alleati". Il modello che vige in Germania infatti non sarebbe di gradimento per Forza Italia perché, avrebbe assicurato il Cavaliere, "i nostri sondaggi restano ottimi".

Prodi vuole solo prendere tempo È solo un tentativo per perdere tempo, un alibi per restare in sella. Berlusconi non crede alla possibilità di un'intesa sulla legge elettorale con il presidente del Consiglio e ai coordinatori regionali ha spiegato che non intende incontrare Prodi. Prodi non si fida della sua maggioranza e allora chiede il nostro aiuto, ebbene non lo avrà, avrebbe spiegato l'ex presidente del Consiglio durante la riunione a palazzo Grazioli, confermando che la partita si giocherà a livello parlamentare. Prodi - avrebbe aggiunto Berlusconi - è un professionista della politica, "sta cercando solo di dividere il centrodestra e pensare di durare al governo", vuole solo colpirmi personalmente. "La gente vuole ben altro che la legge elettorale", ha detto l'ex premier, "da imprenditore e da cittadino sono preoccupato", bisogna andare al più presto alle elezioni, è il suo ragionamento. Sulla legge elettorale "la nostra posizione è sempre la stessa - ha rilevato Berlusconi secondo quanto viene riferito -. Non la riteniamo una priorità e anzi la gente continua a non capire. Poichè il Capo dello Stato ha dato un mandato chiaro a questa legislatura pensiamo che sono possibili piccoli ritocchi, ma non c'è bisogno di alcuno stravolgiment". Berlusconi è tornato ad accusare il governo, spiegano le stesse fonti che hanno partecipato all'incontro, per "l'accanimento" contro Mediaset. "Non c'è un'azienda che potrebbe resistere" al Ddl Gentiloni, ha osservato Berlusconi.