Legge elettorale, Berlusconi: "Sì al dialogo, ma il bipolarismo non si tocca"

Il Cavaliere sottolinea che Forza Italia è aperta al dialogo in materia elettorale, ma
mette tutti in guardia dall’ipotesi di abbandonare il sistema bipolare

Roma - «Noi siamo in un sistema bipolare. Abbiamo fatto una legge che è una buona legge, contrariamente a quanto si dice». Silvio Berlusconi si ferma a scambiare alcune battute con i giornalisti sulla legge elettorale al termine di un lungo pranzo di lavoro con gli eurodeputati azzurri. Il leader di Forza Italia spiega che è aperto a cambiamenti migliorativi dell’attuale legge elettorale ma conservando il sistema bipolare.

«La sinistra dimentica che al Senato ha una maggioranza scarsa - spiega il Cavaliere - perché ha avuto più di 200 mila voti in meno soltanto grazie al marchingegno tecnico della legge che non abbiamo voluto noi ma ci è stato imposto visto che il Quirinale non aveva accettato il premio di maggioranza su scala nazionale. Si tratta di un marchingegno per cui anche con 200 mila voti in meno la sinistra, è riuscita ad avere dei voti in più, che hanno determinato la maggioranza, unitamente al fatto che la maggior parte dei senatori a vita si è dimostrata organica a questa sinistra».

Per quanto riguarda il fatto di superare questo sistema bipolare -precisa Berlusconi- noi non è che siamo personaggi chiusi all’esame di un miglioramento di questa legge o, addirittura, dell’abbandono del sistema bipolare per passare ad uno proporzionale. Non riteniamo che questo sia un passo avanti per quanto riguarda la nostra democrazia, con il sistema proporzionale - osserva - il cittadino entrava nella cabina elettorale e votando un partito non sapeva con chi si sarebbe alleato, quale programma avrebbe realizzato e chi sarebbe stato il presidente del Consiglio. Quindi - conclude -  prima di passare da un sistema come questo a un sistema che lascia ancora liberi i partiti di far quel che vogliono, con minori garanzie agli elettori e ai cittadini bisogna pensarci non una volta ma mille volte».