Legge elettorale, Casini va da solo. Amato boccia Chiti

L'Udc guiderà il fronte del "non voto" al referendum. L'Unione si spacca dopo l'intervista con cui il ministro dell'Interno ha definito "insufficiente" la bozza di riforma. Bondi: "Sinistra incapace di presentare una proposta unitaria"

Roma – Il dibattito sulla riforma elettorale non conosce soste. Stamani in un’intervista a un quotidiano il ministro dell’Interno Giuliano Amato aveva bocciato senza mezzi termini la bozza Chiti, affermando la necessità di tornare ai collegi uninominali, eliminando così i listoni dei candidati – definiti “una mostruosità”. La sinistra appare sempre più divisa fra chi spera di evitare il referendum, trovando un’intesa - meglio se bipartisan – per una nuova legge elettorale, e chi invece non disdegna l’ipotesi referendaria, sperando magari in un ritorno al sistema maggioritario.

L’Udc si schiera per l’astensione al referendum L'Udc si prepara a guidare il fronte dell'astensione al referendum sulla legge elettorale. Lo fa sapere il leader del partito Pier Ferdinando Casini, osservando che sia l'accordo raggiunto dai suoi ex alleati sulla bozza Calderoli, sia l'intesa nell'Unione sulla bozza Chiti sono “finti” e rappresentano “uno specchietto per le allodole per gli ingenui. Due finte bozze e due finti accordi. Ci prepariamo a lavorare per l'astensione al referendum”.

Bondi: "L'Unione non ha una proposta omogenea" "L'intervista del ministro Amato a Repubblica ha sparigliato, ancora una volta, le carte del centrosinistra sulla riforma elettorale, dimostrando che l'Unione non è in grado, su questa come su altre mille questioni cruciali, di presentare una proposta omogenea all'opposizione". Lo afferma, in una nota, il coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi. Considero Amato, che fa sempre analisi lucide e profonde - prosegue Bondi - come il sismografo intelligente dello stato dell'arte della politica italiana, ma in questo caso il ministro dell'Interno rappresenta piuttosto il sismografo della crisi del centrosinistra e delle sue contraddittorie politiche". 

Tajani: "Necessario salvaguardare il bipolarismo" Salvaguardare il bipolarismo e inserire il premio di maggioranza nazionale anche per il Senato. Sono queste le linee guida che dovranno ispirare la riforma elettorale, secondo il capo della delegazione di Forza Italia al parlamento europeo Antonio Tajani. “Noi -spiega- siamo per il bipolarismo, il premio di maggioranza nazionale al Senato e non pregiudizialmente contrari alle preferenze. Diciamo invece no alla riforma della Costituzione, perché significherebbe rinviare tutto alle calende greche e non fare la riforma elettorale”.

Schifani: "C’è troppa confusione a sinistra" “Anche oggi prendiamo atto che sulla legge elettorale continua la confusione a sinistra”. Lo afferma il presidente dei senatori di Forza Italia, Renato Schifani. “La bozza Chiti, che pur essendo a dir poco vaga, due giorni fa veniva considerata un momento di sintesi della posizione dell'Unione - aggiunge - viene ancora una volta palesemente sconfessata. Questa volta è il ministro Amato a considerarla insufficiente e non entusiasmante, ma anche la sinistra radicale non fa mancare il suo quotidiano dissenso”.

Latorre: "Non criminalizziamo il referendum" Non si può criminalizzare l'iniziativa referendaria che corrisponde a un'esigenza di chi reclama un cambiamento e usa per questo una iniziativa dal basso, comunque, il risultato al quale porterebbe il referendum non cambia di una virgola la necessità di riformare la legge elettorale. Lo ha detto il vicepresidente dei senatori dell'Ulivo Nicola Latorre. Secondo l’esponente Ds al di là del referendum il punto è che “è necessario cambiare la legge elettorale perché fa schifo”, non per “evitare il referendum.

Calderoli: "In campo i poteri forti" "La campagna dei referendari è già partita e non certo con i Guzzetta o con i Segni ma con chi, fingendo di voler fare tutto, in realtà non vuole fare niente". Lo afferma il leghista Roberto Calderoli. "Facendo 'ammuina, buttandola in polemica, utilizzando di più i massimi mass media, che già sognano un bel partito dei poteri forti con la conseguente discesa in campo dei Montezemolo, dei Monti, dei Draghi e via dicendo".

Guzzetta: "Pressioni su di noi per farci desistere" Il Comitato promotore del referendum si aspetta che i Ds partecipino alla raccolta delle firme che partirà il 24 aprile. È quanto sostengono Giovanni Guzzetta, presidente del Comitato, e Adolfo Urso (An), membro dello stesso organismo, durante una conferenza stampa in cui i referendari chiedono di nuovo di incontrare Prodi e Berlusconi e di conoscere il testo della bozza Chiti. "Resto a quanto ha detto Fassino - osserva Guzzetta - e cioè che è necessario che il parlamento faccia una buona riforma ma che, se non dovesse riuscirci, allora il referendum non deve essere demonizzato". Guzzetta ha anche fatto sapere che ci sono stati tentativi, più o meno velati, di far saltare l'iniziativa referendaria: "Siamo stati oggetto di pressioni politiche molto forti per farci deflettere dalla nostra iniziativa".

Franceschini: "Referendum? Arma per fare buona legge" "Abbiamo opinioni diverse sul funzionamento del sistema che uscirebbe dal referendum. Registro che nelle intenzioni dei promotori fin dall'inizio è stato detto che era un'arma per fare una buona legge in parlamento ed è esattamente quello che stiamo cercando di fare, non è facile, ma ci stiamo provando". Lo ha detto il presidente dei deputati dell'Ulivo Dario Franceschini.

L'uovo di Mastella "Lavoriamo da subito a una riforma costituzionale per dare vita al Senato federale. In questo modo non ci sarebbe bisogno di alambiccarsi troppo sulla legge elettorale perchè quella attuale, per la Camera, funziona bene". Mauro Fabris, al termine dell'incontro della delegazione dell'Udeur con Romano Prodi sulla legge elettorale, propone al premier e al ministro delle Riforme Vannino Chiti quello che chiama "l'uovo di Mastella". Secondo l'Udeur, questa soluzione potrebbe trovare consensi anche da parte del centrodestra: "Potrebbe incontrare il favore della Lega, ma anche della Cdl. Come potrebbero opporsi visto che si tratta di una riforma che loro hanno proposto nella passata legislatura?". Prodi e Chiti, aggiunge Fabris, "si sono riservati di valutare".