Legge elettorale, ecco la bozza Bianco Fini: "Buona, ma resta il referendum"

Le novità: voto unico, collegio nazionale per il riparto dei resti, ritorno al sistema del ’93 per il
Senato, obbligo alleanze pre voto. L'Udeur non ci sta. Casini: "Va bene, scontenta tutti". Schifani: "E' un passo indietro"

Roma - Voto unico, collegio nazionale per il riparto dei resti, obbligo delle alleanze prima del voto, ritorno al sistema del ’93 per il Senato. Sono le principali novità contenute nel testo base sulla legge elettorale presentato dal relatore Enzo Bianco in Commissione affari costituzionali del Senato. "Il testo è equilibrato - ha detto Bianco - e l’accordo è possibile anche se non mi sono mai nascosto le difficoltà". L'autore della bozza ha chiarito anche che la sua proposta punta ad "attenuare il rischio di scomparire per i partiti più piccoli".

"Penso che per giovedì o martedì della prossima settimana - ha fatto sapere Bianco - si possa arrivare in commissione a un voto definitivo sul testo che potrà essere adottato o anche respinto". Sulle critiche al testo il relatore della bozza si dice ottimista: "Aspettiamo - dice Bianco - anche sulla bozza si dicevano tutti contro all’inizio e poi...".

Fini: "Resta la strada del referendum" È indubbio nella nuova bozza Bianco ci sono miglioramenti oggettivi rispetto alla prima stesura. Mi riferisco in particolare all’obbligo politico e non più alla facoltà per i partiti di dichiarare prima del voto programmi, coalizioni e candidato premier". Lo dice il leader di An, Gianfranco Fini, premettendo però che "An non considera varare in parlamento una nuova legge elettorale come un obbligo politico a cui adempiere per forza, perché noi siamo stati promotori della raccolta delle firme per il referendum e alla vigilia della pronuncia della Corte ci auguriamo che questa renda praticabile la via referendaria".

Schifani: "E' un passo indietro" "Alla vigilia della sentenza della Corte Costituzionale sull’ammissibilità del referendum, il nuovo testo-base del presidente Bianco, dal nostro punto di vista, costituisce un passo indietro rispetto alla precedente formulazione", lo dichiara Renato Schifani, capogruppo di Forza Italia al Senato. "Ci preoccupano, in particolare, tre aspetti. La scelta del riparto proporzionale dei seggi in sede nazionale fa venir meno qualsiasi garanzia che il sistema resti bipolare. Questo metodo, inoltre, concentra la rappresentanza dei partiti maggiori nelle zone del Paese dove sono più forti sottorappresentandoli eccessivamente nelle altre e, in tal modo, rischia di dividere l’Italia politica in due. Infine, il nuovo sistema per il Senato è troppo divergente da quello della Camera e fa aumentare il rischio di maggioranze diverse".

Casini: "Il testo è ok perché scontenta tutti" È un testo che scontenta tutti, per questo è votabile. Siamo arrivati a metà strada". Pier Ferdinando Casini, parlando in Transatlantico con i giornalisti, torna a commentare la bozza Bianco. "Scontenta Fi? Che cosa potevano pretendere di più?", aggiunge il leader centrista. "Si tratta di un buon compromesso, ognuno ha ceduto su qualcosa", conclude l’ex presidente della Camera.

Finocchiaro: "Ci sono condizioni per votare il testo" "Mi pare che ci siano le condizioni politiche per votare il testo. Riterrei sbagliato irrigidire il clima". Lo afferma il capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro. "Il testo base - prosegue - è un testo che tiene conto del confronto e che ha accolto osservazioni e critiche".

Udeur: "Il testo non va bene" "I nostri toni sono aspri contro il comportamento del Pd. La bozza Bianco è inaccettabile, c’è solo lo spiraglio offerto dal presidente Bianco che ha detto di essere disposto ad accettare osservazioni. Se questo è vero è uno spiraglio per rivedere il tutto". Lo afferma Tommaso Barbato, senatore dell’Udeur in commissione Affari Costituzionali, che ha annunciato la convocazione a breve dell’ufficio politico del partito in cui verrà esaminato il testo base in modo più approfondito.