Legge elettorale, Fli: pronti a nuove maggioranze Il Pd raccoglie la proposta: "Accordi trasversali"

A un giorno dalla riunione dei parlamentari di Fli
per porre le basi del nuovo partito, Bocchino minaccia: "Se qualcuno cerca un pretesto
per andare a votare, sappia che esiste già una maggioranza alternativa&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=477853">Maroni: &quot;Al voto se non c'è maggioranza&quot;</a></strong>

Roma - "Esiste già una maggioranza alternativa, tanto alla Camera quanto al Senato, in grado di ritrovarsi sulla modifica della legge elettorale. Se qualcuno cerca un pretesto per andare a votare, lo sappia. Solo dopo si potrà tornare al voto". A un giorno dalla riunione dei parlamentari di Fli, convocata da Fini per porre le basi del nuovo partito, il capogruppo alla Camera Fli Italo Bocchino lancia un avvertimento a Pdl e Lega: "E' l’ora di passare dalla sovranità padronale a quella popolare. Si può pensare, in caso di dimissioni del premier, a un governo con l’obiettivo della cancellazione del porcellum". Un'apertura subito raccolta dal segretario del Pd, Pierluigi Bersani, che avverte: "Le leggi elettorali non le fanno le maggioranze di governo ma le fa il parlamento con chi è disposto a convergere".

Bersani raccoglie la proposta "Sulla legge elettorale non si stabilisce una maggioranza di governo - commenta Bersani - ma una maggioranza parlamentare che si esprime sulle regole". "Da sempre diciamo che abbiamo una legge elettorale vergognosa, che consente la nomina dei parlamentari, la subordinazione della maggioranza al governo, e che ha portato e può portare ancora un sacco di guai al Paese", aggiunge il segretario del Pd a margine di un incontro organizzato questo pomeriggio a Palermo con i vertici regionali del partito. "Non da oggi siamo disponibili a concordare una nuova legge elettorale - continua Bersani - perché la legge la si fa in Parlamento, non con le maggioranze e le minoranze ma con chi è disposto a convergere".

Bondi: "Ipotesi trasformista" "E' una plastica esemplificazione del trasformismo parlamentare e punta ad affossare il bipolarismo per ritornare agli amati riti della partitocrazia". Secondo Sandro Bondi, coordinatore del Pdl, l’auspicio di Bocchino "fa chiarezza sulle intenzioni" dei finiani: "Se Fini dovesse condividere e seguire la proposta di Bocchino si formerebbe un fronte trasversale costituito anche dalla sinistra e dall’Udc, plastica esemplificazione del trasformismo parlamentare, della manipolazione più sfrontata della volontà popolare, della volontà di affossare il bipolarismo per ritornare agli amati riti della partitocrazia".

Cicchitto: "Teoria sorprendente" "Siamo sorpresi di fronte alla riproposizione della teoria della intercambiabilità delle alleanze - replica immediatamente Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera - per noi la strada maestra rimane quella della governabilità. Evidentemente reale, e non logorata da mille trabocchetti e distingui". "Su questo terreno la verifica è solo affidata ai fatti. Quanto alle polemiche sulla legge elettorale, esse sono per larghi aspetti pretestuose. In primo luogo, volendo togliere il premio di maggioranza, in effetti si toglie al popolo la facoltà di scegliere il Presidente del Consiglio e anche la maggioranza parlamentare - continua Cicchitto - per quello che riguarda altri sistemi elettorali, quello fondato sull’uninominale comporta che le scelte decisive sono fatte dalle segreterie dei partiti nell’attribuzione dei collegi. Quello fondato sulle preferenze vedrà al Sud sovrapporsi due opposte tendenze capaci di inficiare la regolarità e la tranquillità delle elezioni:da un lato un possibile condizionamento della criminalità organizzata sulle preferenze, dall’altro - conclude Cicchitto - l’uso politico della giustizia per cui alcune procure possono eliminare candidati e partiti".