Legge elettorale, il governo non ha progetti. Il Polo attacca: scoprite le carte

Il premier ha iniziato gli incontri con le forze politiche per discutere della riforma. Il governo non presenterà un proprio testo, delegando la questione al parlamento. Polemica sulle maggioranze variabili. <strong><a href="/a.pic1?ID=161931">Casini: &quot;Sono una sciocchezza&quot;</a></strong>

Roma – Sono partite le consultazioni tra governo e partiti per la delicata questione della legge elettorale. Incombe la campagna referendaria e già da tempo è circolata l’idea che, attraverso una modifica ad hoc dell’attuale sistema di voto, la consultazione possa essere evitata. Resta da capire in che modo. Il governo fa sapere che non presenterà un proprio testo di legge, ma si limiterà a mediare tra i partiti cercando di favorire un'intesa in parlamento. Stamani Prodi ha incontrato i presidenti delle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato, Luciano Violante ed Enzo Bianco, insieme al ministro Vannino Chiti. Dalla prossima settimana i colloqui proseguiranno con tutte le forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione. Bianco ha chiarito che non si è entrati nel merito dei modelli elettorali, ma ha indicato la necessità di avere una “ampia convergenza” tra le forze politiche. Sia lui che Violante hanno escluso il ricorso a “strumenti eccezionali”. Tradotto dal politichese, si dovrebbero evitareil referendum. La capogruppo dell'Ulivo a palazzo Madama. Anna Finocchiaro, ha fatto sapere che l'iter della nuova legge elettorale partirà dal Senato. Quanto ai tempi, Violante è fiducioso: quanto basta per evitare lo “spauracchio” della consultazione popolare. Difficile, però, che i referendari accettino di spostare di un anno la raccolta delle firme per vedere come sarà andato avanti il processo di riforma costituzionale.

La Cdl: il governo ora scopra le sue carte C’è chi si dice convinto che legge elettorale e riforma costituzionale debbano andare di pari passo, come ha spiegato il segretario dei Ds, Piero Fassino. Dalla Cdl, intanto, giungono caute aperture, anche se si vuole prima di tutto capire se la maggioranza fa sul serio oppure no. Il “non fare sul serio” vorrebbe dire una cosa semplice: perdere tempo in chiacchiere e riunioni per arrivare dritti dritti al referendum. È durata quasi due ore, nello studio del vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli (Lega Nord), la riunione tra esponenti della Cdl sulla legge elettorale. All' incontro erano presenti il presidente dell' Udc, Rocco Buttiglione, gli azzurri Fabrizio Cicchitto e Denis Verdini, e per An Vincenzo Nespoli. “Siamo tutti d' accordo - spiega l' ex ministro Buttiglione, lasciando la riunione - nel voler capire meglio cosa sta accadendo nella maggioranza. Da mesi il ministro Chiti si è impegnato a fare una proposta da trasformare in mozione parlamentare, da cui partire per il lavoro nelle commissioni. Chiediamo a Chiti di convocarci e farci conoscere la sua proposta. Se non è in grado di farlo - sottolinea Buttiglione - si assumerà la responsabilità politica di un fallimento di percorso. A quel punto, toccherà a Prodi individuarne un altro. Al momento, tuttavia, riteniamo che sia improvvido che Romano Prodi si agiti tanto e faccia sue consultazioni”