Legge elettorale, la Margherita vuole il doppio turno. Rc: "La parola al parlamento"

Il vicepremier Francesco Rutelli ha spiegato che questa è una posizione
storica della Margherita, ma il secondo partito dell'Unione si dice
disponibile al dialogo. Bertinotti: "E' il parlamento il luogo dell'intesa". La Finocchiaro precisa: "Resta valida la bozza Chiti"

Roma - La Margherita preferisce il sistema alla "francese". Il vicepremier Francesco Rutelli ha spiegato che questa è una posizione storica della Margherita, ma il secondo partito dell'Unione si dice disponibile al dialogo, consapevole del fatto che per approvare una legge va prima trovato un accordo. La Margherita fa sapere di volersi impegnare per realizzare un'intesa ampia, che coinvolga anche l'opposizione, con l'obiettivo, dichiarato, di salvaguardare il bipolarismo.

Lanzillotta: "Impedire il potere di ricatto ai partiti piccoli" Sottrarre ai piccoli partiti il potere di porre veti e bloccare la politica riformista di un governo. È il principale obiettivo che deve porsi una riforma della legge elettorale, secondo il ministro per gli Affari regionali, Linda Lanzillotta. Il ministro giudica "legittimo che i piccoli partiti che fanno parte della coalizione esprimano la loro visione". Tuttavia, precisa, "credo che i grandi partiti siano legittimati a identificare quali debbano essere gli obiettivi di una legge elettorale".

Finocchiaro: "La bozza Chiti resta valida" "Sono state equivocate le parole del responsabile istituzionale dei Ds Marco Filippeschi che ha ricordato la posizione storica dell'Ulivo, dal '96, a favore del maggioritario a doppio turno. Resta anche la posizione storica dell'Ulivo a favore della ricerca di una soluzione ampiamente condivisa". Lo ha spiegato Anna Finocchiaro, capogruppo dell'Ulivo al Senato, al termine dell'incontro con Prodi e Chiti sulla legge elettorale. Dunque la bozza Chiti cade? "Tutt'altro, ora si passa al Parlamento e il lavoro svolto dal ministro Chiti è utile e prezioso per la ricerca di una posizione condivisa".  

Rifondazione: "La parola passi al parlamento" Dopo l'iniziativa di ieri dell'Ulivo per il doppio turno, il lavoro avviato da Chiti "si è interrotto" e l'unica strada per riformare la legge elettorale è quella parlamentare, dove il Prc "cercherà le allenze sul sistema tedesco, sia con i partiti di maggioranza che di opposizione". Lo riferiscono i capigruppo di Rifondazione Giovanni russo Spena e Gennaro Migliore, lasciando palaazzo Chigi dopo l'incontro con il premier Romano Prodi e il ministro Vannino Chiti che - riferiscono ancora - "non ci sono sembrati fossero a conoscenza dell'iniziativa dell'Ulivo", che Rifondazione giudica "sbagliata nel metodo e nel merito".

Bertinotti: "Il parlamento è il luogo dell'intesa" Per il presidente della Camera Fausto Bertinotti è il parlamento il luogo dove va cercata l'intesa sulla legge elettorale. "È comprensibile che sia nella maggioranza che nell'opposizione si cerchino dei punti di convergenza ma a me pare che i luoghi deputati per trovare le intese siano quelli definiti e cioè le commissioni rispettivamente del Senato e della Camera, le aule parlamentari. Lì è il luogo dove trovare l'intesa, e io spero rapidamente, sulla legge elettorale".

La Russa: "Riforma da fare in tempi brevi" "Noi siamo per riformare la legge elettorale, con i pochi ritocchi necessari alla legge attuale, come sostengono An, Fi e Lega. Se qualcuno invece punta ad allungare i tempi, a tirare a campare, proponendo grandi modifiche, allora penso che si arriverà al referendum, per il quale noi raccoglieremo le firme". Lo ha detto il presidente dei deputati di An, Ignazio La Russa, parlando con i giornalisti a Montecitorio. Per La Russa, "chi parla di doppio turno, o modello tedesco, in realtà affastella questioni per guadagnare tempo. Invece, noi siamo d'accordo con il Presidente Napolitano: la riforma va fatta in tempi brevi".

Guzzetta: "Rinviare raccolta firme? Vedremo" "Non voglio commentare un appello per interposta persona. La nostra posizione l'ho espressa molte volte, ma adesso non voglio fare dichiarazioni. Se ci sarà l'appello o ulteriori dichiarazioni valuteremo, la nostra posizione non è comunque cambiata". Il presidente del Comitato promotore del referendum, Giovanni Guzzetta, non si sbilancia e aspetta un eventuale intervento del premier Prodi. Guzzetta risponde così a chi gli chiede delle dichiarazioni di Giovanni Russo Spena (Prc), che ha fatto sapere dell'intenzione del presidente del Consiglio di chiedere ai referendari lo slittamento nella raccolta delle firme.