Legge elettorale, Mastella con Bossi contro il referendum: "Vogliono fregare i piccoli"

I partiti minori cercano di fare fronte comune perché temono di essere spazzati via. Il Guardasigilli: "Sono più d'accordo con Bossi che con i
miei compagni di coalizione&quot;. Partito democratico? &quot;Meglio fuori&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=170790">Unione, rivolta dei partitini</a></strong>. Napolitano: &quot;Aggiornare il sistema elettorale&quot;

Roma - In questo momento c'è "una grande convergenza" fra l'Udeur e la Lega di Umberto Bossi. Parola del leader del Campanile, Clemente Mastella. "Mi sono sentito con Bossi - ha detto Mastella nella registrazione della puntata di Otto e mezzo, in onda questa sera - e abbiamo convenuto che vogliono fotterci. In questo momento io sono sicuramente più d'accordo con Bossi che con i miei" compagni di coalizione. Luogo del contendere è ovviamente la legge elettorale e il referendum, il vero "nemico" che Mastella vuole sconfiggere a ogni costo, anche con le proprie dimissioni da Guardasigilli e la crisi formale di governo, che "porterà alle elezioni" e quindi "alla non attuazione del referendum".

"Fra la mia permanenza al governo e la vita del mio partito - tuona il Guardasigilli - non v'è dubbio, scelgo il mio partito", anche perché Mastella ha fatto sapere di "non poter essere amico»"di chi lo vuole "ammazzare". La situazione pur se complessa per Mastella è comunque molto chiara. "Berlusconi - accusa il leader dell'Udeur - prende in giro la Lega nella Cdl, e nell'Unione fottono noi e si cerca di andare al referendum. Questo perché il referendum di fatto fa giustizia rispetto a problemi che ci sono nelle coalizioni, ma vengono appianati solo con la logica dei numeri e non con la logica politica e questo è inaccettabile".

Se l'Unione dunque "pensa che devo fare la guerra a Berlusconi ma poi non mi tutelano mi portano a rompere non è che io voglio rompere". Ecco quindi che Mastella propone "una discussione sul Senato" lasciando stare "la Camera, dove il sistema funziona. Perché - si è chiesto il Guardasigilli - mettere in discussione anche la Camera?". È per questa ragione, perciò, che Mastella ha annunciato che "in Parlamento l'Udeur presenterà una proposta" di revisione della legge elettorale. In conclusione Mastella ha promesso che farà di tutto per non dover arrivare alle dimissioni, ma queste "saranno irrevocabili" se il referendum verrà imbastito, giudicato ammissibile e se, di fatto, partirà. Ultima speranza, l'iter parlamentare ma, "potrà capitare - ha ammesso Mastella - che si mettano d'accordo i quattro grandi partiti... ma poi dovranno fare un Governo di larghe intese dopo, perché voglio vedere chi si allea con loro".

Il referendum non raggiungerà il quorum Il referendum sulla legge elettorale "faticherà a raggiungere il quorum". Ostenta sicurezza il Guardasigilli. E comunque, ha aggiunto, "voglio vedere chi raccoglierà le firme... è irrituale che ci siano ministri che partecipano alla raccolta". Mastella, infine, mette in discussione anche i rapporti dentro l'Unione: "Voglio sapere se sto con amici oppure no. Se raccolgono le firme e vanno avanti io faccio la crisi, si torna alle elezioni e il referendum comunque salta".

"Partito democratico? Preferisco stare da solo" "A me qualcuno ha detto: perchè non vieni? Ho risposto lasciatemi stare. Preferisco stare da me". È quanto racconta il ministro interpellato sul Partito Democratico. "Vedo un pò di stranezze - sottolinea Mastella - e non una logica politica".

Napolitano: "Aggiornare il sistema elettorale" "Il nostro Paese sta attraversando una delicata stagione politica, nella quale le esigenze di Governo si intrecciano con una domanda di aggiornamento del sistema istituzionale ed elettorale e di ulteriore modernizzazione degli assetti economici e sociali. Sono certo che l'approfondito dibattito del vostro congresso potrà apportare un valido contributo alla ricerca di soluzioni condivise nel solco della grande tradizione di garanzia delle istituzioni e di partecipazione democratica di cui voi raccogliete l'eredità". Lo scrive il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel messaggio al congresso dello Sdi.

Chiti riferirà al parlamento il 23 e 24 aprile Il ministro per le Riforme ed i rapporti con il parlamento Vannino Chiti riferirà il 23 aprile alla Camera ed il 24 al Senato, nelle commissioni Affari costituzionali sul giro di consultazioni tra le forze politiche, concluso dal ministro e dal premier Romano Prodi, sulla riforma della legge elettorale e sulle modifiche costituzionali. La relazione riguarderà sia la riforma della legge elettorale sia modifiche costituzionali, come il superamento del bicameralismo perfetto e la riduzione del numero di parlamentari.