Legge elettorale, Prc contro Veltroni: pronti al conflitto

Il segretario di Rifondazione Giordano avverte: "Non siamo d'accordo sul presidenzialismo e non siamo d'accordo con il doppio turno alla francese. Veltroni vuol far saltare tutto?". Mastella: "Siamo stufi, facciamo la Cosa bianca"

Roma - Presidenzialismo e legge elettorale alla francese? I venti di guerra politica soffiano sempre più forti sul Partito democratico e sull'Unione dopo la sortita di Dario Franceschini, il vice Veltroni, attaccato da tutti, Massimo D'Alema in testa. E Rifondazione comunista lancia un "ultimo avviso" agli "alleati" (ma presto saranno ex?). Se il Pd va avanti con la proposta Franceschini si passa dal confronto al conflitto: avverte il segretario del Prc Franco Giordano. "Pur in un contesto politico tutt'altro che agevole, sulla legge elettorale - sottolinea Giordano - Rifondazione comunista si è resta disponibile a un confronto parlamentare a partire dal sistema tedesco e ad avanzare proposte che interloquiscono con la bozza presentata dal presidente Enzo Bianco. Ora dal Pd si avanza una proposta diversa, una proposta che dal nostro punto di vista è agli antipodi di quella che aveva garantito l'avvio del confronto sulla legge elettorale". "Noi di Rifondazione - dice ancora il leader del Prc - non siamo d'accordo sul presidenzialismo e non siamo d'accordo con il doppio turno alla francese. Dal nostro punto di vista con queste proposte si passerebbe dunque dal confronto al conflitto. Sorge il sospetto che questa proposta serva solo ad attendere passivamente il referendum. Così facendo, però, il Pd apre una tensione che si rifletterebbe, e non certo a opera nostra, sulla maggioranza di governo". "Noi siamo ancora aperti a un confronto - insiste Giordano - che può produrre una larga maggioranza in Parlamento. Lo è anche il Partito democratico o si prende la responsabilità di far saltare tutto?". Domanda che preannuncia il rischuio di uno scontro fra i partiti pericolossisimo per Prodi che dal canto suo apparentemente si tira fuori: "Il Governo crea solo il clima affinché ci possa essere l’intesa" dice, rilevando come sia importante "non buttare via il lavoro fatto".

Mastella: siamo stufi, facciamo la Cosa bianca "C’è un dibattito strumentale e pretestuoso circa la legittimità delle forze più piccole ad essere presenti sulla scena elettorale. Ci siamo un pò stufati di queste prediche inutili e senza senso. Non chiediamo alcuna elemosina", dice invece il segretario Udeur, Clemente Mastella. "Già in passato, in presenza di fossati creati ad arte, li abbiamo superati, facendo valere la sola logica politica. Per quanto ci riguarda, accettiamo la sfida a creare aree di riferimento più vaste. E perciò ci muoveremo in questa direzione, anche facendo non uno ma più passi indietro per dare vita alla Cosa bianca o, per meglio dire, quell’area di centro ad ispirazione cattolica, e con connotati laici, che di certo in molte regioni sarà il primo partito italiano. Gli altri - conclude Mastella - facciano quel che vogliano: sistema francese, tedesco, spagnolo o quel che meglio credono...".

Monaco: "Troppa confusione nel Pd" "Se Veltroni ci avesse dato ascolto... In tema di legge elettorale, la confusione sotto il cielo del Pd è francamente eccessiva. Urge un confronto aperto e un chiarimento politico nel partito. Quello cui ci si è sottratti durante le primarie". Parola di un ulivista doc, un prodiano, come Franco Monaco. Messaggio a diretto a Walter, il suo, "nel merito, noi che siamo sempre stati con coerenza per maggioritario e bipolarismo, apprezziamo - sottolinea - che Veltroni ora mostri di resistere al modello tedesco in salsa italiana. Nel metodo però paga il grave errore iniziale: da subito, abbiamo denunciato che, politicamente e comunicativamente, ha mostrato di avallare la deriva proporzionale e i suoi corollari: il seme della divisione dentro le coalizioni, la presunzione di autosufficienza del Pd, la minaccia mortale al bipolarismo. Sconfessando d’improvviso democrazia maggioritaria e governi scelti dai cittadini, che fanno tutt’uno con l’Ulivo. Ora rimontare tale deriva è più difficile". Tradotto dal linguaggio politiche - e con un pensierino al Prodi pensiero - vuol dire: caro Walter stai sbagliando e noi (prodiani) ti avevamo avvertito fino dall'inizio.