Legge elettorale, Prodi accelera. Chiti mette d'accordo l'Unione: no al referendum

Concluso il vertice del centrosinistra. Ferree scadenze da rispettare per evitare il referendum. Il punto di partenza è la bozza Chiti. Finocchiaro: "Nuova legge non sarà solo della maggioranza". I referendari dell'Ulivo: "Raccoglieremo le firme"

Roma – “È andata molto bene”. Romano Prodi lascia il palazzo dei gruppi assicurando che il vertice dell'Ulivo sulla legge elettorale ha avuto un esito positivo. Assediato dai cronisti, il Professore scambia alcune battute volanti prima di rientrare a palazzo Chigi. Il presidente del Consiglio garantisce che in tempi brevi terminerà il “giro di consultazioni” con i poli, incontrando gli esponenti del centrosinistra: "Questa non era una riunione ufficiale. Comunque - ha aggiunto - si trattava di una riunione interna e non ci sono commentida fare, ora proseguiamo rapidamente con le altre e ci vediamo in Senato con il ministro Chiti anche per fare un calendario veloce".

I capigruppo dell'Unione "valutano positivamente la proposta elaborata dal ministro Chiti e al contempo ritengono il referendum uno strumento assolutamente inadeguato" per procedere alla riforma della legge elettorale. È quanto si legge in un documento elaborato nella riunione dei capigruppo del centrosinistra sulla riforma della legge elettorale. Il confronto tra le forze politiche dovrà avere dunque come base la bozza Chiti.

Finocchiaro: "Nuova legge non sarà figlia della maggioranza" "Sin dall'inizio - spiega il capogruppo al Senato dell'Ulivo, Anna Finocchiaro - abbiamo manifestato la volontà di non avere una legge elettorale che appaia come figlia esclusiva della maggioranza e abbiamo sempre detto che troveremmo estremamente negativo il muro contro muro". Finocchiaro ribadisce i punti salienti dell'intesa trovata all'interno della maggioranza. Ragioniamo anche di riforme costituzionali nel senso indicato dal nostro programma elettorale. Inoltre la prossima riforma elettorale, ribadisce, dovrà tenere conto della rappresentanza di genere, cioè della rappresentanza femminile".

Bertinotti: "Preferisco il sistema tedesco" “C'è una discussione aperta sulla legge elettorale e non è il caso che io intervenga nella contingenza, ma la mia propensione continua ad essere quella del sistema tedesco”. Lo ha detto il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, a margine di un incontro all'Università di Enna, parlando dell'incontro della Casa delle Libertà avvenuto ieri. “Toccherà alle forze politiche - ha detto ancora Bertinotti - determinare nel parlamento la convergenza necessaria per definire una buona legge elettorale”. “Nessuna delle proposte avanzate ha i numeri in questo momento, per questo si apre una discussione”, dichiara Gennaro Migliore (Rifondazione comunista). Quanto al referendum “non risponderebbe a nessuna delle esigenze segnalate anche dal capo dello Stato”, spiega l'esponente del Prc.

D'Alema: "Più si cambia la legge elettorale meglio è" Massimo D'Alema ha ribadito che la legge elettorale attuale "è una porcheria" e va cambiata. "La mia opinione - ha detto il ministro degli Esteri a Rabat a margine di un incontro con il primo ministro del Marocco - è che la legge elettorale è una porcheria, per esprimermi con le parole del senatore Calderoli che di questa legge elettorale è il massimo esperto". Dunque, "più la si cambia e meglio è", ha concluso D'Alema.

Calderoli: "Cerchaimo un consenso oltre il 70%" "È positivo che nell'Unione ci si ritrovi per assumere una posizione, perché i tempi sono maturi per cambiare la legge elettorale - dichiara il leghista Roberto Calderoli -. Dopo ci ritroveremo, come già fatto in passato, per discutere del modello migliore e cercheremo di aggregare su una proposta un consenso che vada oltre il 70% del Parlamento, consentendo la riforma".

Buttiglione: "Evitare il premio di maggioranza" “I sistemi elettorali proporzionali si possono correggere in senso maggioritario essenzialmente attraverso tre meccanismi: premio di maggioranza, i collegi piccoli, la soglia di sbarramento. Il problema è che non esiste Paese al mondo che li abbia tutti e tre”. Per Buttiglione, insomma, la proposta Calderoli avrà tante più chances di riuscita quanto più procederà ad una razionalizzazione: le preferenze del presidente Udc vanno alla clausola di sbarramento sul modello tedesco, "è il migliore di tutti -afferma. Mentre il peggiore è il premio di maggioranza, in mezzo lascerei il sistema spagnolo, ma dipende chiaramente dalla dimensione che si attribuisce ai collegi”.

Matteoli: "Spirito costruttivo da parte della Cdl" "La proposta unitaria di una nuova legge elettorale mostra lo spirito costruttivo con cui la Cdl ha inteso affrontare la spinosa questione. È una proposta non blindata se non nelle sue finalità essenziali: la salvaguardia del bipolarismo, la scelta della coalizione e del programma e l'indicazione del presidente del Consiglio prima del voto". Lo ha dichiarato il presidente dei senatori di An, Altero Matteoli.

I referendari dell'Ulivo: "Noi raccoglieremo le firme" "Se qualcuno deciderà di farci conoscere la proposta ci troverà, a partire dal 24 aprile, ai tavoli per la raccolta delle firme": così in una nota congiunta i senatori dell'Ulivo D'Amico, Magistrelli, Morando, Negri e Tonini, a proposito della riforma della legge elettorale. "Prendiamo atto con soddisfazione dell'accordo unanime nell'Unione su una proposta di riforma elettorale. Attendiamo di conoscerne i contenuti, visto che - proseguono - in nessuna occasione il gruppo dell'Ulivo ha potuto discuterne e neppure prenderne visione. Se qualcuno deciderà di farci conoscere la proposta potrà trovarci, a partire dal 24 aprile, ai tavoli per la raccolta delle firme al referendum Guzzetta, senza il quale - concludono - il confronto sulla riforma elettorale non sarebbe mai partito e mai porterebbe ad alcun risultato".