La legge «genovese» riappende il crocifisso insieme a Napolitano

Tre articoli, senza fronzoli. Tre articoli non tanto per attaccare l’Europa ma per difendersi. Per difendere «la tradizione culturale della Patria italiana» che è rappresentata dal crocifisso, così come il presidente della Repubblica «simboleggia il Paese e l'unità della Patria italiana». Michele Scandroglio e Roberto Cassinelli, deputati del Pdl, schierano la Liguria in prima linea nella sfida per la salvaguardia dei valori storici e culturali dell’Italia e della stessa Europa, visto anche che le dodici stelle della bandiera altro non sono, per stessa ammissione del suo disegnatore, che le dodici nazioni fondatrici della Comunità Europea disposte come sulla corona di dodici stelle della Vergine Maria.
E allora, esaurito l’articolo 1 dedicato al valore del crocifisso e dell’immagine del presidente della Repubblica, i due parlamentari liguri racchiudono in due brevi commi il vero contenuto della loro proposta di legge, presentata martedì alla Camera: «Il ritratto fotografico del Presidente della Repubblica e il crocifisso devono essere presenti in tutti gli uffici pubblici e in tutte le aule delle scuole pubbliche di ogni ordine e grado - recita il testo - Il dirigente dell'ufficio o dell'istituzione scolastica è responsabile, anche sotto il profilo disciplinare, del puntuale adempimento della prescrizione di cui al comma 1». Segue il terzo e ultimo articolo che ribadisce l’efficacia della legge dal giorno successivo alla sua pubblicazione in Gazzetta ufficiale.
«In un momento storico in cui talune correnti di pensiero ritengono che ogni valore, e, quindi ogni simbolo, possa essere "negoziabile" e abbia un significato sempre e solo "relativo" - incalza il coordinatore regionale del Pdl, Scandroglio - questa proposta di legge vuole precisare e ribadire una scelta chiara della nostra collettività: esistono simboli che rappresentano valori essenziali, fondanti, non negoziabili». La speranza dei deputati liguri è che questa proposta possa addirittura arrivare in aula quando l’allarme seguito alla sentenza della Corte europea sarà già scemato. «Il Parlamento di Strasburgo sta già facendo pressione perché venga rivista questa posizione che si dimostra oggettivamente senza sensibilità alcuna su temi cari all’Italia e all’Europa», chiosano i parlamentari che organizzano anche i banchetti per raccogliere firme a sostegno del crocifisso nelle aule scolastiche.
Ma altre firme «pesanti» potrebbero arrivare in calce alla legge Scandroglio-Cassinelli. Alcuni parlamentari dell’opposizione, iscritti a diversi partiti, hanno infatti chiesto copia della proposta di legge, dichiarandosi pronti a una possibile sottoscrizione. Perché se non tutto il parlamento voterà compatto a favore della difesa del crocifisso, certo si potrà trovare sul tema una maggioranza decisamente ampia e trasversale. Perché con buona pace di chi - con persino qualche prete in testa al gruppo - lo ritiene addirittura un simbolo fascista, il Cristo sofferente non può essere etichettato di destra o di sinistra.