«La legge ha dimezzato le gravidanze»

da Roma

L’obbligo di utilizzare solo 3 ovociti imposto dalla legge sulla fecondazione artificiale ha ridotto il successo al 15-18% e risultano quindi «sospetti» i risultati pubblicati recentemente sulla rivista Human Reproduction da alcuni ricercatori italiani, dai quali emerge un successo del 24-30%, paragonabile a quello del periodo precedente la legge (circa il 27%). Lo hanno rilevato a Roma il presidente del Forum delle associazioni di diagnostica, genetica e riproduzione, Claudio Giorlandino, e il genetista Antonino Forabosco, dell’università di Modena.
«O i ricercatori mentono, o nei laboratori inseminano più di tre ovociti», ha aggiunto Giorlandino domandandosi «che fine facciano gli eventuali embrioni in eccesso ottenuti». Secondo l’esperto «c’è la possibilità concreta che la legge possa produrre all’embrione più danni che la sua modifica». Presente all’incontro anche l’avvocato Giulia Bongiorno, secondo la quale «è un grande problema per i credenti andare a votare sì» al referendum sulla fecondazione del 12 e 13 giugno, «ma chi vota sì non è un Frankenstein né un mangia-embrioni». Quella sulla fecondazione artificiale, ha aggiunto, «è una legge che gronda divieti e obblighi incomprensibili» e che costringe donne e medici sempre più a rivolgersi all’avvocato per comprenderla.
Commentando i dati, Giorlandino ha osservato che non sono coerenti con quelli riportati nel resto della letteratura internazionale. Numeri confermati anche alla luce delle conoscenze sulla fecondazione biologica nella specie umana, nella quale ogni 100 concepiti nascono 20 bambini.