«Una legge per punire chi imbratta i palazzi»

La Moratti chiederà sanzioni contro i graffitari. Presto conclave con gli assessori e vertice con Prodi

Sabrina Cottone

«È una personalità di rilievo nazionale ed è la prima volta da tempo per un sindaco di Milano». È la presentazione che Paolo Mieli, il direttore del Corriere della Sera, fa di Letizia Moratti ai lettori di ViviMilano riuniti nella sala Montanelli di via Solferino per interrogare il primo cittadino. Il sindaco non lo smentisce. Così annuncia che entro la fine di luglio incontrerà Romano Prodi per parlare insieme dei problemi della città. E l'11 luglio porterà in conclave i suoi assessori e i consulenti del comitato strategico fuori Milano: un'intera giornata «senza possibilità di fuga», isolati e con i cellulari spenti, intenti a studiare strategie e a tradurre i programmi in iniziative concrete. Alla fine una conferenza stampa in cui ciascun assessore annuncerà che cosa intende fare nei primi cento giorni.
«È la sicurezza la domanda principale dei cittadini», ribadisce la Moratti. E va all'attacco su un tema caldo: cioè gli spinelli e la politica antidroga che stanno creando spaccature nell'Unione. «Finché le leggi nazionali consentiranno lo spaccio, questi problemi continueranno a esistere», risponde a un milanese che vive in corso Como e denuncia una situazione ai limiti della sostenibilità. Un affondo anche sui graffiti: «Riproporrò in Parlamento una legge che introduca sanzioni per chi imbratta i muri. Ne discuterò con Prodi». Mostra decisionismo con l'Atm: «Il Comune deve riprendere il controllo sulla qualità dei servizi». Insomma, sarà l'assessore ai Trasporti e non l'azienda a verificare l'efficienza di tram, autobus e metropolitane.
Le parole d'ordine sono fare squadra e aprire il dialogo. Invita e incoraggia gli assessori a unire le competenze, proprio come lei intende discutere i problemi della città con i suoi interlocutori istituzionali. Vedrà il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, e è facile immaginare che parlerà di sicurezza. E ha già in agenda incontri con Antonio Di Pietro, titolare delle Infrastrutture, per parlare delle grandi opere che devono partire, e con Emma Bonino, responsabile delle Politiche comunitarie che tanto coinvolgono Milano. Ha già visto il ministro dell'Industria, Pierluigi Bersani, e il sottosegretario Enrico Letta. L'obiettivo è unire gli sforzi per risolvere le emergenze milanesi.
«Altro che supersindaco. Ho tenuto per me le deleghe più scomode, come la sicurezza» sorride, rispondendo a una signora ancora choccata dalla sparatoria di via Gola. Oggi il sindaco volerà a Londra per parlare di traffico e per incontrare i sindaci delle cento città più importanti del mondo e assicura che la tassa per i veicoli inquinanti arriverà prima del previsto: «Partiremo con i controlli manuali, ma in tempi ragionevoli introdurremo la telesorveglianza». Assicura attenzione ai problemi dei giovani. E persino sui graffiti sta studiando un'idea a misura di ragazzi: «Valuterò se concedere spazi a chi vuole esprimersi di farlo liberamente. In alcune città ha funzionato...».