Una legge quadro sui giochi

Ughi (Snai): «Tassazione troppo elevata per le scommesse sui cavalli»

È in preparazione una legge quadro sui giochi. A questo proposito la Commissione Finanze della Camera ha dato inizio, giovedì scorso, a una serie di audizioni per conoscere la realtà di un mercato che si trova con due grossi problemi da risolvere: il gioco fuorilegge a distanza sul fronte sportivo e la revisione della tassazione su quello ippico. L’anticipazione scaturisce da un intervento dell’on. Tolotti, vice presidente della Commissione Finanze della Camera, a «Rai Utile Economia»: «Siamo di fronte a un mercato complesso e articolato per la diversità dei giochi. Ma è nostra intenzione intervenire con una legge quadro, unica per tutti i giochi. La normativa italiana si scontra attualmente con il gioco via Internet che rappresenta un universo senza confini. Affrontiamo la questione senza prevenzioni, ma non perdiamo di vista la tutela degli utenti più deboli come i minori e i giocatori compulsivi. Gli scompensi tra rete fisica e telematica nascono dal fatto che quella fisica può non avere la capillarità necessaria. Si tratta di due canali diversi, che dovrebbero però coordinarsi in una regolamentazione ben distinta». Nel corso della trasmissione l’on. Tolotti ha colpito nel segno quando ha detto che «è allo studio una tassazione non più sugli incassi lordi, ma sugli utili». Come in Inghilterra. È uno dei cavalli di battaglia di Ughi, presidente Snai SpA, che sempre a «Rai Utile Economia» ha lanciato un grido d’allarme sulla situazione delle scommesse ippiche: «Il settore, che per decenni ha agito in regime di monopolio, vive oggi una fase delicatissima perché è aggredito da altri giochi, anche all’interno, e non riesce a trovare un suo sbocco nel libero mercato. È evidente la diversità di trattamento fiscale fra ippica e sport. Se la raccolta delle scommesse sportive macina record su record grazie anche a una progressiva riduzione delle tasse, il mercato delle scommesse ippiche langue per il pesante intervento dell’Erario che scoraggia lo scommettitore. In un mercato avvelenato dalla concorrenza, la sfida è impari. È necessario limitare la tassazione, come sta succedendo in Francia e in altre parti del mondo. Il Governo probabilmente sottovaluta la situazione di un settore che è in grave crisi, ma in cui lavorano almeno 50 mila famiglie».
In attesa di una nuova regolamentazione da parte di Aams sulla commercializzazione delle ricariche e sulla tassazione del gioco ippico, Sicon ha aggregato cinque marchi (Coral, Intralot, Totosì, Cogetech e Sportingbet) con l’impegno primario di ottenere chiarezza proprio sul gioco telematico. Dietro l’angolo si affacciano anche Bwin, William Hill , Novomatic e Ladbrokes.