«Una legge regionale sui decibel» Formigoni salva i concerti rock

PALAZZO MARINO L’assessore Terzi: «Ringrazio il presidente per la sua sensibilità»

Il presidente della Regione, Roberto Formigoni la lancia come un’ipotesi, ancora tutta da valutare e da verificare. E però, vista la sua passione per la musica, ci sono buone ragioni per credere che l’idea di fare una legge regionale per salvare i concerti a Milano non sia poi così astratta. Né tantomeno irrealizzabile. «Potremmo percorre la strada di una legge regionale che regolamenti la musica e aiuti a superare il conflitto di interessi negativi - spiega il governatore ai cronisti durante la presentazione delle suonerie per il cellulare incise da lui -. Ci lavorerò su, studierò la cosa. Si tratta di vedere quali sono le competenze dello Stato e quali quelle della Regione». Anche perché, ricorda il governatore in corsa alle prossime regionali, la competenza esclusiva sulla questione è attualmente del Comune, ma il Pirellone è pronto ad affiancarlo. Lui, Formigoni confessa di essere appassionatissimo di concerti, l’ultimo che ha visto è stato quello degli U2 a San Siro. E guai se Milano dovesse rinunciare a questo settore, indispensabile a farne una capitale a livello internazionale, così come è sempre stata dal 1970 ad oggi. «Ho seguito con grande dolore alcune rinunce e credo che una grande città non possa essere assente in questo ambito. Bisogna trovare assolutamente una conciliazione tra gli interessi che sono anche contrastanti e legittimi». Le esigenze dei comitati dei cittadini, sono comprensibili e da rispettare. «Ma sono testardamente convinto che la via del dialogo e del confronto possa portare a soluzioni. Si deve trovare un accordo, non eliminare una cosa». Insomma, il governatore promette di volerci lavorare a questa possibilità e seriamente. E Palazzo Marino lo accoglie a braccia aperte e lo ringrazia, di cuore. «Comune e Regione, forieri di nuove iniziative. Evviva! Ringrazio il presidente Formigoni che ha dimostrato una grandissima sensibilità su una tema di aggregazione giovanile e di indotti che la musica crea». Giovanni Terzi è assessore alle attività produttive e, come il governatore, ama la musica. Moltissimo. Ogni volta che si avvicina la stagione estiva con tanto di programma con le star internazionali e mondiali del rock pronte a salire sul palco del Meazza, c’è una lettera pronta dei comitati cittadini che protestano contro i decibel. Sempre loro, sempre gli stessi che da anni si battono per fermare la musica in città. «Cercare di conciliare è sempre un fatto positivo - aggiunge Terzi -. Ma qui stiamo parlando di un fenomeno estremamente ridotto, di una decina di persone contro migliaia». Il Comune dal canto suo sta andando avanti con gli investimenti per migliorare l’acustica. «Io sono sempre stato rispettoso dei comitati, ma quello che fanno ogni estate è un danno per la collettività», continua l’assessore. E pensare che i residenti nella zona di San Siro «sopportano» quotidianamente livelli più elevati di decibel durante l’anno, ma quando arriva l’estate quel disagio improvvisamente diventa insostenibile. «Quando si fanno i concerti allo Stadio dovrebbe essere una festa, si deve poterli fare tranquillamente». In fondo, si tratta di due ore di musica, cinque volte all’anno.