La legge del sangue? Antipolitica

All’estero lo fanno da sempre: tenere in repertorio testi classici e testi contemporanei e affidarli alla medesimo cast, alternando i registi, così da variare molto la proposta teatrale rivolta agli spettatori e, nel contempo, valorizzare al massimo le qualità espressive dei singoli interpreti. In Italia questa «saggia» pratica artistica si usava un tempo; poi è stata progressivamente bandita (con ricadute negative, a nostro modesto parere, sia sul pubblico sia sugli attori).
Adesso, lo Stabile di Torino si fa promotore di un’interessante progetto formativo/scenico che, complici la partecipazione del Teatro Due di Parma e del Teatro di Roma, intende proprio costruire, intorno a un nucleo stabile di dodici attori e cinque direttori, un solido repertorio spettacolare che mescoli tradizione e novità.
L’iniziativa - si chiama «Progetto Attori Permanenti» - ha preso il via a Parma il mese scorso con il debutto di un’opera/simbolo quale l’Antigone di Sofocle, su regia di Walter Le Moli e su traduzione originale di Massimo Cacciari (recentemente pubblicata da Einaudi). Un allestimento «razionale», antipsicologico e antiromantico, della grande tragedia greca, che arriva al teatro India domani (repliche fino al 15) per ribadire la forza di «una parola che uccide» e di una vicenda affettivo-politica il cui centro, secondo il filosofo traduttore, è costituito dal «contrasto tra le leggi dell’oikos e quelle della polis»; tra i principi che regolano i legami di sangue e quelli che disciplinano la democrazia e la vita civile. Dobbiamo, dunque, aspettarci un lavoro moderno, asciutto, privo di accenti sentimentali e di fuorvianti «sovrastrutture».
Gli «Attori Permanenti» torneranno presto a Roma (sempre a India, dal 17 aprile) con la seconda tappa del progetto: La folle giornata o Il Matrimonio di Figaro di Beaumarchais, regia di Claudio Longhi. Informazioni: 06/684000313-06/55300894.