«Legge urbanistica, aspetto le scuse di Prodi»

Gianandrea Zagato

I ventisei ministri del Governo Prodi non conoscono la Costituzione. O, quantomeno, l’hanno letta frettolosamente. Notizia sicura. Altrimenti, spiega il presidente della Regione Lombardia, non si comprende «l’impugnazione davanti alla Consulta della legge urbanistica» poiché, articolo 127 della carta costituzionale alla mano, il Governo può contestare una legge regionale alla Corte di Cassazione «solo» se ritiene che questa «invada le competenze statali». Fattispecie che però, garantisce Roberto Formigoni, non ricorre: «Il Governo si è infatti riferito in modo arbitrario all’articolo 3 e all’articolo 97 ovvero sui diritti del cittadino e delle pubbliche amministrazioni».
E, dunque, «quel ricorso contro la legge urbanistica della Regione - che adeguamento al testo unico dell’edilizia - è illegittimo» e non è «fondato su ragioni istituzionali». Certezza che dovrebbe suggerire al Governo un passo indietro: «Riconoscere l’errore fatto, rivedere la posizione e, quindi, rinunciare al conflitto». La Regione, naturalmente, avverte Formigoni «in caso contrario è determinata a opporsi certa di vincere».
Difesa in toto di quella legge numero 12 del luglio 2006 che ha fatto scendere da cinque a tre gli anni di salvaguardia delle norme urbanistiche sul territorio da interventi edilizi. E che, ribadisce Formigoni, vale «per tutti i cittadini lombardi, erga omnes» e non solo per l’imprenditore Paolo Berlusconi come sostengono invece i supporter del Governo. Quei pasdaran che, a Monza, vorrebbero impedire all’imprenditore di costruire com’è suo diritto: divieto che, per essere chiari, non vale mai per gli amici degli amici, per chi è gradito alla giunta guidata dall’architetto Michele Faglia. Lampante, per tutti, che a Monza si è in campagna elettorale e che, quindi, si spera di ritornare al governo della città grazie alla battaglia contro il fratello dell’ex premier. Operazione di bassa politica che trova una sponda nella scelta del Governo Prodi, «grave sul piano pure politico e non solo istituzionale» dice Formigoni: «Con questo Governo come con gli altri, la Regione, vuol avere un rapporto corretto e, quindi, non accetta scorrettezze». Sostantivo, quest’ultimo, che si traduce pure nella violazione di una «buona norma»: «Prima di decidere un ricorso in Corte costituzionale veniva informata la Regione e si cercava una soluzione, magari ritoccando qualche aspetto della legge. Perché adesso non l’hanno fatto? Tanto più, dettaglio, che sulla nostra legge sul randagismo è in atto da tempo un confronto positivo col governo».
Annotazione che Formigoni offre ai cittadini lombardi con una garanzia, quella di stare tranquilli: «La legge urbanistica è fatta per tutti, erga omnes, e conserva intatta la sua validità». Come dire: si applica in tutta la Lombardia, Monza compresa. E con buona pace del sindaco Faglia, che in consiglio comunale non riesce a far approvare il piano di governo del territorio.