Leggenda jazz Lee Konitz all’Aperitivo

Ieri Lee Konitz ha compiuto ottant'anni. Il celebre sassofonista - sax alto, più raramente sax soprano e tenore, compositore e direttore d'orchestra - è nato a Chicago il 13 ottobre 1927. Qualche settimana fa gli è stato reso omaggio a New York con un concertone del quale è stato protagonista con il suo nonetto (Ohad Talmor sax tenore, arrangiatore, direttore musicale; Russ Johnson tromba; Jacob Garchik trombone; Denis Lee e Oscar Noriega clarinetto basso; Greg Heffernan violoncello; André Fernandes chitarra; Matt Pavolka contrabbasso; Dan Weiss batteria) e con lo Spring String Quartet (Christian Wirth e Marcus Wall violino; Julian Gillesberger viola; Stephan Punderlitschek violoncello) e con la Orquestra Jazz de Matosinhos, poderosa formazione di 18 elementi con quattro trombe, quattro tromboni, cinque sassofoni, due pianoforti, chitarra, contrabbasso e batteria.
Konitz è arrivato a Milano per riproporre domani, al Teatro Manzoni, in prima europea per Aperitivo in Concerto, questo monumento a se stesso. Gli abbiamo chiesto se ricorda quando approdò per la prima volta nel capoluogo lombardo, che poi ha frequentato quasi ogni mese per tanti anni. «Certo - replica sorridendo -. Nel settembre 1953 al Teatro Lirico per quattro concerti con l'orchestra di Stan Kenton. Non avevo ancora 26 anni ma ero già abbastanza conosciuto (in realtà era già famoso in tutto il mondo) per la mia collaborazione nel 1949 con Lennie Tristano. Per il maestro avevo un'autentica venerazione: abbassavo gli occhi e la voce quando lo nominavo. Cambiai atteggiamento tempo dopo, negli anni Settanta, quandi scoprii che Tristano aveva definitivamente rinunciato a esibirsi in pubblico e si stava distruggendo col gin. Purtroppo, come sappiamo, ci riuscì in pieno».
Nel frattempo gli stili del jazz mutarono e Konitz, per rimanere in qualche modo à la page (ci perdoni questa definizione) irrobustì la voce flautata del suo sax alto, tipicamente «cool», che gli aveva dato la celebrità. Nello stesso tempo si scoprì la vocazione del giramondo solitario e dell'improvvisatore assoluto. Molti musicisti non hanno fatto mistero del terrore che li assaliva quando nella loro città arrivava Konitz che cercava - per esempio - una sezione ritmica locale con cui tenere il concerto, ma non ammetteva prove e nel momento di andare in scena con i prescelti diceva loro semplicemente: suoniamo, cercate di seguirmi. Sotto questo aspetto il ragazzo magro e gentile è rimasto uguale a se stesso.
Lee Konitz
domani sera ore 21
Teatro Manzoni
info:02-7636901