Una leggenda

Ha ottant’anni ed è pronta per il suo primo lifting. La leggendaria Tenda Rossa, il rifugio che permise al generale Umberto Nobile e a otto uomini del suo equipaggio di sopravvivere per 48 giorni sul ghiaccio del Polo Nord, parte per il restauro. Sarà un’operazione lunga e complessa dato che le condizioni del tessuto sono pessime. Il tempo e una serie di interventi conservativi grossolani hanno reso la Tenda Rossa delicatissima e impossibile da esporre.
Quella che fu la casa e la salvezza di nove uomini e della cagnetta Titina, riposa da nove anni in una cassa di legno e ha perso il colore rosso con cui era stata tinta, grazie all’anilina, per essere più visibile ai soccorritori. A vederla così, piegata come una reliquia, sembra impossibile che abbia resistito alle temperature estreme e al vento gelido del Polo Nord. Ma ora, nell'ambito della ristrutturazione del Museo della Scienza e della Tecnologia che la ospita, la tenda che ha salvato Nobile, sarà a sua volta salvata.
Il restauro inizia esattamente nei giorni dell'anniversario del salvataggio, avvenuto ottant’anni fa, il 12 luglio 1928, ma non si può stabilire quando finirà. A occuparsi del recupero sarà una squadra di quattro esperti di tessuti guidata da Cinzia Oliva. Nei prossimi giorni, la cassa di legno in cui è conservata dal 1999, dopo l'ultima esposizione pubblica, sarà trasportata in un laboratorio di Torino. «Per noi è un restauro molto importante - spiega Cinzia Oliva - perché la Tenda Rossa è il simbolo delle grandi scoperte del '900, di un periodo di grande fermento scientifico e della ricerca sui tessuti. La sua struttura a strati (tre di seta e uno di cotone) fu studiata appositamente per resistere alle basse temperature ed assolse egregiamente il suo compito. Del rosso con cui è entrata nella storia, però, rimane solo una pallida traccia e il restauro non prevede interventi sulla tinta. In origine, la tenda era del colore delle seta grezza. Furono i sopravvissuti dell'impatto del dirigibile Italia col pak a tingerla di rosso, con l'anilina che usavano per determinare la quota del dirigibile.
Una volta restaurata, la tenda, che appartiene al Comune di Milano, sarà nuovamente esposta nel padiglione aeronavale del Museo della Scienza in una vetrina speciale con un microclima adatto alla sua conservazione. Secondo il vice sindaco Riccardo De Corato, «l'epopea della Tenda Rossa, realizzata dalla ditta Moretti di Milano, è indissolubilmente legata alla nostra città. Lo scafo del dirigibile Italia infatti fu costruito dalla Pirelli. Città di Milano era anche il nome della nave appoggio della spedizione di Umberto Nobile e, infine, il gonfalone di Milano fu tra gli oggetti lanciati da Nobile sul Polo Nord poco prima dell'incidente». I fondi destinati al recupero fanno parte dell'investimento che il Comune ha stanziato per il Museo della Scienza e della Tecnologia a partire dal 2003. Secondo De Corato, infatti, «questa è una struttura unica al mondo». Fiorenzo Galli, direttore del Museo, non ha dubbi: «a restauro ultimato, la Tenda Rossa sarà un altro pezzo di storia a disposizione dei milanesi e di tutti i visitatori».