La leggerezza dell’amore secondo Shakespeare

Laura Novelli

Dopo la deliziosa messinscena in stile anni Cinquanta realizzata da Dominique Pitoiset per lo Stabile di Torino e vista l’anno scorso a India, torna in cartellone a Roma una delle commedie più godibili di Shakespeare, «Pene d’amor perdute».
E ci torna con tutto il suo portentoso carico di freschezza e romanticismo in un nuovo allestimento che, firmato dal britannico Giles Smith e atteso al Globe Theatre di Villa Borghese per questa sera, vede in scena alcuni giovani ex allievi dell’accademia Silvio D'Amico imbastire una partita di schermaglie e richiami amorosi dove a farla da padrona è ovviamente la lingua.
Quella lingua musicale, briosa, avvolgente che il grande drammaturgo inglese mette a servizio qui di una vicenda sospesa tra moti del cuore e imperativi morali, milieu aristocratico e idealismo postadolescenziale, gusto infantile per il gioco e raffinato esercizio accademico. Sì, perché tutta la storia altro non è se non che una lieve rappresentazione dell’amore e delle parole per esprimerlo.
Una partitura metateatrale votata a mettere in scena Eros e i suoi imprevedibili capricci, distillandone la naturale vitalità in una trama fin troppo semplice: il re di Navarra e tre suoi amici, sebbene decisi a dedicarsi solo agli studi e a disprezzare qualsiasi distrazione muliebre, non resistono al fascino della principessa di Francia e delle sue dame di compagnia - sopraggiunte inaspettatamente a far visita - e, dopo averle corteggiate in diversi modi, finiscono con lo stringere promesse che ben presto il tempo trasformerà in legami solidi e duraturi.
La regia di Smith promette leggerezza e divertimento (un ruolo primario, nella struttura del lavoro, spetta alle musiche composte da Emiliano Levantesi) e l’interpretazione dei dodici neoattori assoldati nel cast (il loro sodalizio artistico-professionale si chiama The Company e vanta un padrino d’eccezione come Michele Placido) non è da meno, visto che questo progetto nasce proprio da loro. Dalla voglia di misurarsi con un’opera shakespeariana scritta in giovane età (si tratta, inoltre, di un raro caso di testo del tutto originale, per il quale Shakespeare non cercò ispirazione né documentazione in fonti precise) che sa intercettare e trasformare in poesia i bisogni universali delle ragazze e dei ragazzi di ogni tempo.
Repliche fino a domenica 25, alle ore 21. Ingresso piazzale delle Canestre. Informazioni allo 06-82077304.