Leggi Dante su appuntamento

«Abbiamo inventato Dailylit perché passavamo un sacco di ore ogni giorno davanti alla mail ma non riuscivamo a trovare mai il tempo per leggere un libro. Adesso i libri vengono a trovarci via mail». Con questa spiegazione in fondo poco confortante sulla autentica passione per la lettura, quella che per chi è malato di libri resiste a ogni impedimento e supera la mancanza di tempo, il solito gruppetto di creativi americani ha messo su un servizio web gratuito, destinato con ogni probabilità ad avere successo presso studenti, giovani professionisti in simbiosi col loro computer, ex-divoratori adolescenziali di classici in vena di riletture. Classici, appunto: perché il meccanismo prevede che si scelga il libro da leggere, questo ci venga recapitato in forma di mail suddiviso in un predeterminato numero di unità narrative, con la frequenza desiderata, tutti i giorni o una volta alla settimana, all’orario preferito; ma si applica solo a testi di pubblico dominio, quindi a opere che spaziano dalla Bibbia alle commedie di Shakespeare ai drammi di Ibsen. Il catalogo a disposizione, per il momento solo in lingua inglese, è ben organizzato per generi, titoli e autori, e comprende ad oggi circa seicento titoli fra letteratura e saggistica - di cui quelli italiani per ora limitati alla Divina Commedia e al Principe di Machiavelli.
A sondare i pareri del popolo della rete, sembra un successone: sono tutti molto soddisfatti della trovata, felici di avere un rapporto rapido e quotidiano con tomi destinati altrimenti a prendere polvere sul comodino senza che il segnalibro superi la prima cinquantina di pagine. E l’idea finora sembra nata e cresciuta in buona salute, e pare abbia evitato lo scetticismo e la freddezza con cui invece furono accolti i primi tentativi di libri elettronici, mai decollati, o lo scarso interesse che circonda tuttora gli audiolibri, destinati ad una fruizione acustica ben diversa e meno attraente della lettura. Fra i vari esperimenti subiti dalla letteratura nell’epoca in cui viviamo, per adattarla a tempi sempre più veloci e per difenderla da mille forme alternative di intrattenimento, questo sembra il meno svilente. Tuttavia, al di là della comodità di trovarsi un libro recapitato senza sforzo sul monitor in mezzo alla pubblicità e alle comunicazioni di servizio, viene da chiedersi: siamo davvero così impegnati e frettolosi da non poter ricavare per la lettura il tempo, la calma e l’attenzione che merita? Non c'è il rischio di considerare le pagine più belle di Guerra e Pace o il dialogo fra Romeo e Giulietta come l’ennesima incombenza quotidiana da sbrigare insieme alla posta? E soprattutto, invece di farsi trasportare dal piacere che non fa spegnere la luce per andare a dormire o fa saltare la fermata del metrò, conquistati da qualcosa di urgente e di magico che ci ha rapito tra le pagine, non ha un che di tristemente burocratico richiedere al servizio la porzione successiva, o aspettare il giorno dopo, per sapere che cosa ci aspetta?