Leggi e decreti al varo

RomaFisco e non solo. Perché durante l’incontro con le parti sociali a Via XX settembre Silvio Berlusconi conferma anche la «road map» annunciata durante l’ultima conferenza stampa a Palazzo Chigi: i cinque punti programmatici - ribadisce nella sede del ministero dell’Economia - saranno trattati ognuno in un Consiglio dei ministri ad hoc. Due settimane fa è toccato al federalismo, domani sarà la volta di immigrazione e sicurezza e la prossima settimana - assicura il premier - toccherà alla riforma della giustizia. Perché, spiega il Cavaliere, «abbiamo un sistema di giustizia civile e penale con tempi incredibilmente lunghi e inaccettabili». Per questo, aggiunge, la riforma «è già ultimata» visto che «abbiamo lavorato con le forze del Parlamento per un accordo preventivo». Chiaro, insomma, il riferimento al faccia a faccia di martedì scorso tra il ministro della Giustizia Angelino Alfano e il presidente della Camera Gianfranco Fini.
Un incontro che tutti e due hanno definito «costruttivo» anche se l’ex leader di An prima di dare il suo benestare ha chiesto di vedere il testo della riforma che sarà presentato in Consiglio dei ministri. Per «evitare fraintendimenti», ha spiegato ai suoi Fini non senza un pizzico di malizia. D’altra parte, dopo la svolta legalitaria su cui ha lanciato il Fli, ora Fini è costretto a scontrarsi con le proteste dei militanti sul web, visto che in pochi hanno gradito il via libera al lodo Alfano costituzionale al Senato.
È anche per registrare il testo della riforma, dunque, che il nodo verrà affrontato la prossima settimana. Mentre già domani si andrà avanti sul fronte sicurezza e immigrazione, due cavalli di battaglia del Pdl e spesso e volentieri questioni su cui si sono verificati forti contrasti con la pattuglia finiana. All’ordine del giorno del Consiglio dei ministri dovrebbero andare un decreto e un disegno di legge. Il primo conterrà norme sugli steward negli stadi, per garantire maggiore sicurezza dopo i fatti di Genova. E dovrebbe esserci anche una norma sulla tracciabilità dei flussi finanziari della criminalità organizzata. Nel disegno di legge, invece, si farà riferimento alla direttiva comunitaria in materia di immigrazione. «Stiamo lavorando molto bene con l’Ue - dice Berlusconi alle parti sociali - affinché non si debba assumere da parte nostra la trattativa con gli Stati frontalieri dell’Africa ma sia l’Europa, con Frontex e con i mezzi a sua disposizione, a intervenire per una soluzione definitiva».
Il Cavaliere, però, torna anche sul tema delle intercettazioni. Non sono tra i cinque punti programmatici, ma - spiega il presidente del Consiglio - il governo «interverrà». Poi, un accenno polemico ai video pubblicati dai siti le scorse settimane. Vorrei raccontare una battuta sulla scelta dei siti per le centrali nucleari, dice. Ma «ho promesso a Letta di non farlo visto che ormai non si può più scherzare neanche in privato perché coi telefonini si registra tutto». E ancora: «Non so come voi vivete la vita - dice ai rappresentanti delle parti sociali - ma non si può più parlare al telefono e si moltiplicano gli appuntamenti. È incredibile un Paese dove non hai più la sicurezza dell’inviolabilità delle tue conversazioni al telefono. Anche questa è una cosa a cui dovremo rimediare».
Infine, un accenno alla recente inchiesta della procura di Roma: «Accusano il mio gruppo di aver evaso un milione quando in un anno avevamo pagato 448 milioni di imposte».