Le leggi impossibili obbediscono a quella di Murphy

Caro direttore, l'altra sera a Virus, su Rai2, un professore universitario, già sottosegretario in governi di sinistra, ci spiegava come in Italia le leggi vengano approvate con il chiaro intento di non applicarle. L'esempio che il cattedratico riportava era più che chiaro: «viene approvata una legge che dispone la chiusura di tutte le pizzerie entro 60 giorni, ma il provvedimento si applicherà visto il parere della regione, visto il parere della USL, visto il parere dei vigili del fuoco, visto il parere del Tar, visto il parere di altri trenta enti che non daranno mai un parere che sia univoco o conforme al dettato di legge». Quindi quella legge non si applicherà mai! Ciò detto ci domandiamo: ma che ci stanno a fare 630 deputati e 330 senatori se non riescono neanche ad approvare una legge applicabile il giorno dopo? Lo faranno apposta a incasinare tutto per di più con tutto quello che guadagnano? A pensar male...

Attilio Napoleoni

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Caro Attilio, non sempre ma spesso accade proprio quello che lei teme. Siamo o no il paese del Gattopardo, del «tutto cambi perché nulla cambi»? Noi italiani non avremo mai una vita semplice perché troppi italiani campano sulla vita complicata. Abbiamo tre milioni e mezzo di dipendenti pubblici che costano 149 miliardi l'anno. Una buona fetta di loro, non per colpa, svolge mansioni oggi inutili o superate dalla tecnologia. Per continuare ad esistere, e a percepire lo stipendio, a questa gente non resta che svolgere il ruolo del «signor no» o dell'Azzeccagarbugli, l'avvocato manzoniano specialista nell'accampare scuse per non affrontare e risolvere i problemi. La burocrazia è l'arte di rendere impossibile il possibile. O, come si teorizza nella famosa Legge di Murphy, se c'è una maniera per rimandare una decisione importante, la buona burocrazia, pubblica o privata, la troverà. E ancora: è più facile ottenere un perdono che un permesso. Ma soprattutto: se qualcosa può andar male, la burocrazia lo farà in triplice copia. Rassegniamoci.