Leggi sbagliate alimentano il razzismo

(...) norme demagogiche e razziste sì, ma nei confronti dei liguri.
Per chi si fosse perso le puntate precedenti, faccio un piccolissimo riassunto: la Regione Liguria, governata dall’Unione, ha approvato una legge regionale sull’immigrazione che garantisce agli extracomunitari una serie di diritti, in campo sanitario per esempio, sconosciuti agli italiani. Contro questa legge, la Casa delle libertà ha annunciato un referendum abrogativo, ma all’annuncio non è seguita una mobilitazione degna di questo nome. La Lega ha appeso manifesti che invitano a firmare; il coordinatore regionale di Forza Italia Michele Scandroglio non si è tirato indietro ed ha messo in moto due mastini come il consigliere regionale Matteo Rosso e il leader azzurrino Giacomo Giampedrone che hanno fatto abbondantemente la loro parte; il capogruppo di An in Regione Gianni Plinio si è messo contro i vertici provinciali del suo partito (oddio, questa non è propriamente una notizia) per aderire al referendum.
Ma, in generale, vince il silenzio. Il che è un problema, visto che il termine per la raccolta delle firme è fine settembre; che le firme richieste sono 50mila, quindi almeno 60mila per cancellare doppioni e sottoscrizioni di gente che non aveva titolo per firmare; e che qualche giorno fa si parlava di 20mila firme raccolte.
Insomma, il rischio del flop c’è ed è reale. E sarebbe un flop che fa doppiamente male perchè un conto è perdere le battaglie, un conto è perderle senza aver nemmeno provato a combatterle. Anzi, farebbe male tre volte, visto che stiamo parlando di un tema di forte presa popolare, anche fra gli elettori di centrosinistra: perchè un clandestino deve avere diritto ad avere gratis quelle cure (non quelle vitali, intendiamoci bene) per le quali i liguri pagano fior di ticket? Invece, le firme latitano e le osservazioni del nostro affezionato lettore Lauro sono assolutamente condivisibili.
Per quanto riguarda le obiezioni di Andrea Cevasco, anche lui nostro carissimo lettore che arricchisce spesso le nostre pagine con interventi mai banali e ricchi di contenuti, stavolta non mi sento proprio di condividerle. É ovvio che il clandestino non è animale ed è lontanissima da noi l’idea di negargli l’assistenza del pronto soccorso: le regole dell’umanità vengono prima di quelle economiche. Ma quando il discorso si allarga, allora non ci stiamo più: a che titolo si parla di altri generi di cure e di rimpatrio delle salme? Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato il testo de Il potere dei più buoni di Giorgio Gaber, maestro vero in mezzo a tanti finti maestri, un capolavoro contro la scelta demagogica, quella sì, di chi pensa che occorra dare tutto a tutti, tanto per sentirsi migliori. Ci sono già troppe scelte prese alla leggera e senza valutarne a fondo tutte le conseguenze - ultima della serie l’ingresso della Romania nell’Unione Europea - per aggiungerne altre.
L’epoca del tutto a tutti, grazie al cielo, è finita per gli italiani e non pensiamo certo che sia il caso di inaugurarla per gli immigrati clandestini. Questo è populismo, questa è demagogia, questa è speculazione. E, carissimo Cavasco, stiamo attenti ai cattivi maestri - anche quelli del centrodestra - che in nome della tolleranza e della rincorsa al politicamente corretto a tutti i costi, come se dovessero emendarsi di chissaquale peccato originale, con la loro acquiescenza di fronte a leggi come quella ligure sugli immigrati, rischiano di aprire davvero la strada all’intolleranza e al razzismo.