IL LEGHISTA ANGELO ALESSANDRI

RomaAngelo Alessandri, presidente federale della Lega Nord, ma perché ce l’avete tanto con l’election-day?
«Ma perché è giusto tenere separate le questioni politiche che hanno natura diversa. Non possiamo mica fare un fritto misto, un pot pourri! Questo è un referendum che cambierebbe radicalmente il quadro politico, dunque ha una valenza diversa. Lo dico per una ragione di buonsenso. E anche per loro, quelli del Comitato: troppe schede e troppo diverse, la gente non riuscirebbe a recepire neppure il messaggio referendario...».
Il buonsenso suggerirebbe anche di risparmiare per dare più soldi all’Abruzzo, in verità.
«Ma se vogliamo ancora utilizzare lo strumento democratico, non possiamo mettere tutto nello stesso calderone».
Non avete messo nel conto che il «no» a questo risparmio elettorale possiate pagarlo caro?
«Noi pensiamo che se Berlusconi ascolterà Bossi tutto si mette a posto. E poi i risparmi li stiamo facendo dappertutto, per avere più risorse sia per la crisi economica che per questa sciagura dell’Abruzzo... Siamo tutti impegnati a testa bassa per affrontare l’emergenza e anche alcuni progetti che dovevano essere avviati saranno sacrificati per la ricostruzione, com’è giusto che sia. Se questo Paese mettesse all’indice tutti gli sprechi, altro che guadagni ci sarebbero! Per sessant’anni questi qui hanno sperperato... e oggi non possiamo, su una questione come questa del referendum, pensare che un piccolo risparmio sia così importante».
Magari il referendum importa poco alla gente, in fondo.
«Alla nostra invece sì: siamo il partito più giovane ma anche più vecchio, e questo bipolarismo forzato che piomberebbe dall’alto aumenterebbe soltanto l’astensionismo, mentre c’è bisogno di più partecipazione».
Maroni parla di un risparmio di 173 milioni, gli economisti di 300-400 milioni. Chi l’ha sparata?
«Questo è un Paese abituato ad avere tanti cittì della Nazionale e tanti che danno i numeri. Il ministro dell’Interno mi pare più attendibile, no?».
Il coordinatore La Russa ha rilanciato: vorrebbe ridurre anche i ballottaggi nei quali uno dei due candidati supera il 40 per cento.
«E se tutti e due arrivano sopra? E se uno arriva al 39 e l’altro al 40? Che facciamo? Non gli permettiamo di giocarsela, una partita così aperta? No, piuttosto che inventarsi cose bislacche, allora meglio rifare daccapo la legge...».
Sarebbe un’altra legge elettorale, l’ennesima: ma non s’era detto che il ballottaggio è una figata? Ora si scopre che è una boiata pazzesca...
«Guardi, purtroppo sono tanti anni che in Italia abbiamo copiato i modelli più sbagliati... Spero che nel futuro si prendano solo quelli che funzionano davvero».