Legittimo impedimento, posta fiducia al Senato Asse Pd-Idv: "Via con l'ostruzionismo totale"

Dopo il varo del "salva liste", il Pd procede con un atteggiamento di ostruzionismo con tutti i mezzi regolamentari. Presentati 1.700 emendamenti al legittimo impedimento: il governo pone la fiducia. Oggi il voto

Roma - Ostruzionismo dell’opposizione sul legittimo impedimento in aula al Senato. La battaglia di Pd e Idv è cominciata stamane facendo mancare il numero legale al momento della votazione del processo verbale. Alla ripresa dei lavori si sono alternati gli interventi dei senatori dell’opposizione, che ha presentato circa 1700 emendamenti al provvedimento tanto da spingere il governo a porre la fiducia sul ddl al termine della discussione generale. Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha assicurato: "Aldilà dell’auspicabile concessione di tempi da parte della maggioranza all’opposizione, confermo il mio impegno per assicurare un dibattito con un’ampiezza dei tempi adeguata alla delicatezza del provvedimento". 

Domani due voti di fiducia Il Senato voterà domani due volte la fiducia. Lo rende noto il presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri, al termine della Conferenza dei capigruppo. Alle 17 si voterà la fiducia sul primo articolo del ddl sul legittimo impedimento. Alle 18 ci sarà il secondo voto di fiducia sul secondo articolo del provvedimento. A seguire le dichiarazioni di voto e il voto finale sull’intero provvedimento.

Le barricate del Pd Prime schermaglie in aula a Palazzo Madama, dove l’opposizione annuncia ostruzionismo rispetto al ddl sul legittimo impedimento. Della strategia più aggressiva nei confronti della maggioranza se ne ha un riscontro concreto nella valanga di emendamenti messi a punto dal gruppo. Sono circa 1.700 gli emendamenti complessivi: il Pd ne ha presentati 1.585; 99 sono dell’Italia dei Valori mentre 7 sono gli emendamenti dell’Udc. Visto l’ostruzionismo delle opposizioni salta la settimana di pausa dei lavori parlamentari prima delle elezioni: i lavori dovranno andare avanti per la presenza di tre decreti in scadenza (enti locali, agenzia dei beni confiscati alla mafia e salva-Alcoa). Durante la conferenza dei capigruppo di Montecitorio, il presidente della Camera Gianfranco Fini, ha sottolineato che appare assai problematico se non impossibile mantenere la previsione della sospensione dei lavori nella settimana antecedente le elezioni. A rischio anche le vacanze di pasqua per i parlamentari.

Schermaglie a Palazzo Madama Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, ha protestato contro il contingentamento dei tempi per la discussione ricordando comunque che l’opposizione del gruppo avverrà "nel rispetto del regolamento e della prassi" senza ricorrere a "forme scomposte" di protesta. Il gruppo del Pdl, con il presidente Maurizio Gasparri, ha ricordato quanto definito dalla conferenza dei capigruppo, chiedendo di procedere con il calendario di lavori fissato. A questo punto il presidente del Senato Renato Schifani ha chiesto alla maggioranza se fosse disponibile a cedere parte del proprio tempo all’opposizione. Schifani, comunque, si è detto pronto a farsi "carico dell’esigenza che su temi strategici come questo i tempi del dibattito non siano strozzati", anche alla luce del numero degli emendamenti presentati. Poi ha ribadito impegno di garantire all’opposizione la "tutela dei diritti e il diritto di espressione e parola, che è e continuerà per me ad essere sacro".

Una protesta contro il salva liste Il senatore Stefano Ceccanti, però, tende a sfumare il legame troppo stretto fra la mole degli emendamenti e la protesta per il ddl "salva liste". "Non c'é nessuna possibilità di dialogo, l' atteggiamento, quindi, non può che essere di totale ostruzionismo - ha spiegato Ceccanti - l'ostruzionismo era già programmato a prescindere dal decreto elezioni, non a caso già la scorsa settimana avevamo depositato gli oltre mille emendamenti che porteremo nell'aula di Palazzo Madama, oltre ad una pregiudiziale di incostituzionalità". Secondo il leader Idv, Antonio Di Pietro, "il legittimo impedimento è un’altra legge incostituzionale". "Dal primo giorno di questa legislatura - ha poi sottolineato l'ex pm - l’Italia dei valori ha sempre fatto un’opposizione senza sconti a questo governo e siamo felici che anche altre forze politiche piano piano comincino ad aprire gli occhi e a capire che non c’è dialogo con l’assassino della legalità".

Una maglietta per protestare Etiam si omnes, ego no ("Se anche tutti, io no"). E' questo il motto scritto sulla maglietta bianca che indosseranno in aula una decina di senatrici del Pd in segno di protesta contro il ddl sul legittimo impedimento. "E' il motto dei giovani universitari tedeschi della Rosa bianca usato come forma di protesta - ha spiegato spiega la senatrice democratica Emanuela Baio - durante il nazismo per dire no a un sistema dittatoriale". Oggi le senatrici democratiche, tra cui Marina Magistrelli, Cinzia Fontana, Fiorenza Bassoli, Silvana Amati e Colomba Mongiello, la indossano per "protestare contro le leggi ad personam".