L'Egitto: Hamas pronto alla tregua Mille morti a Gaza

Il movimento integralista avrebbe accettato la proposta di cessate il fuoco dopo tre giorni di consultazioni al Cairo con
il capo dei servizi segreti egiziani. Stamani due razzi katyusha sono stati nel nord d'Israele. E su internet Bin Laden invita i palestinesi alla Jihad

Gerusalemme - Hamas ha accettato la proposta egiziana per un cessate il fuoco a Gaza. Lo ha riferito una fonte egiziana. Il movimento integralista avrebbe accettato la proposta dopo tre giorni di consultazioni al Cairo con il capo dei servizi segreti egiziani. L’Egitto - ha fatto sapere la fonte - informerà Israele della decisione di Hamas. In mattinata due componenti della delegazione di Hamas, provenienti da Damasco, erano ripartiti, mentre altri tre, giunti da Gaza, sono rimasti. Il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, conferma la notizia: la pressione diplomatica internazionale ha cominciato a tracciare le "linee guida di un cessate-il-fuoco". Anche il  ministro spagnolo degli Esteri, Miguel Angel Moratinos, conferma l'indiscrezione.

Palestinesi divisi In serata una conferenza stampa di alcuni rappresentanti di Hamas ha fatto capire che qualche passo avanti c'e' stato ma che non tutto è risolto. Si continua comunque a trattare e proprio per questo arriverà al Cairo l'inviato del ministero della difesa israeliano Amos Ghilad. "Noi non abbiamo divergenze con il Cairo", ha sostenuto stasera Salah el Bardawil, del gruppo dirigente di Hamas a Gaza, durante una conferenza stampa alla quale ha partecipato anche un altro dirigente del movimento palestinese, Ayman Taha. Bardawil ha fatto capire che in realtà la mancanza di divergenze riguarda più il 'ruolo di mediatore' dell'Egitto che le proposte fatte da Mubarak, e ha ricordato che le richieste minime di Hamas riguardano la cessazione "dell'aggressione israeliana", il ritiro dell'esercito israeliano da Gaza, la riapertura dei passaggi della Striscia, "sulla base di regole precise" e l'eliminazione definitiva del blocco. D'altra parte permangono i dubbi suscitati dal fatto che a parlare di intese sarebbero stati solo i tre rappresentanti di Hamas arrivati al Cairo da Gaza, mentre due di Damasco, ripartiti alla fine della mattina, non si sono pronunciati. Anzi Osama Hamdan, da Beirut, collocato in posizione più vicina al capo in esilio di Hamas, Khaled Meshaal, ha rilevato che "ci sono differenze" nelle posizioni del movimento.

Combattimenti a Gaza City Le truppe israeliane sono sempre più vicine al centro di Gaza City. Si combatte nelle strade, mentre dal Libano sono stati sparati alcuni razzi verso il nord di Israele. E' il secondo episodio del genere che si verifica dall'inizio dell'offensiva israeliana nella Striscia di Gaza. Stamattina a Kyriat Shmona, nel nord della Galilea, sono entrate in funzione le sirene d'allarme. La popolazione è stata invitata a restare nei rifugi. Nonostante il perdurare delle ostilità gli sforzi diplomatici proseguono senza soste. Hamas, sfiancata dalla pesante offensiva israeliana, sembrerebbe propensa ad accettare una forza composta da soldati turchi al valico di Rafah. Gerusalemme, da parte sua, potrebbe ascoltare le proposte egiziane per un "cessate il fuoco"duraturo. Per imprimere un'accelerata al processo di pace il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, è volato al Cairo. Dopo aver parlato con il presidente egiziano Hosni Mubarak, si recherà in Giordania, Israele e Siria. Nessun contatto diretto con Hamas. Almeno ufficialmente.

Messaggio di Bin Laden Il leader di al-Qaeda, Osama Bin Laden, avrebbe diffuso un messaggio su internet per chiamare i musulmani al Jihad in favore della gente di Gaza. Lo riferisce la Tv araba "al-Jazeera". Il messaggio, diffuso sui principali forum islamici, si intitola: "Appello al Jihad per fermare l’aggressione a Gaza". "Sono qui per dirvi la verità su quanto sta avvenendo" a Gaza, una verità che "non è la stessa" proposta "dai ministri, in quanto non riconosce il diritto internazionale falso". Rivolgendosi alla "cara nazione musulmana" il leader di al Qaeda sottolinea che "uno dei problemi che riguardano gli sforzi per liberare la Palestina è quello dei governanti arabi che tradiscono come è avvenuto nel 1948 quando tutti i re erano asserviti ai britannici". Oggi, continua Bin Laden, con un diretto riferimento all’Iraq post-Saddam "in ogni capitale araba c’è un Bremer e un Allawi che esegue gli ordini" delle potenze straniere. I governanti arabi, per il leader di al Qaeda "sono tutti nemici della nostra comunità: controllano i media e i sermoni del venerdì".

Mille morti, 4580 feriti Sono almeno mille le vittime palestinesi del conflitto nella Striscia. Lo ha riferito il capo dei servizi di emergenza del territorio controllato da Hamas. Dall’inizio dell’offensiva israeliana "Piombo fuso" sono stati, secondo Muawiya Hassanein, più di 4.580 i feriti.