Legnanesi, l’epopea del cortile tra la Russia e «San Vitur»

RECORD Nel 2009 160mila spettatori in 160 repliche. Ora la «Famiglia Colombo» è alle prese con la crisi

L'anno scorso - quello del sessantesimo di attività - hanno segnato il primato dei spettatori per uno spettacolo teatrale: centosessantamila per centosessanta date, oltre a non avere concorrenti per la notte di Capodanno. Quest'anno, promettono di bissare, forti di un nuovo show come da tradizione abile nel mischiare nostalgia del passato e temi di attualità. Sono i Legnanesi, storica compagnia fondata da Felice Musazzi a Legnano nel primissimo dopoguerra, oggi retta dall'alleanza incrollabile (e particolarmente efficace) del trio Antonio Provasio, Enrico Dalceri e Luigi Campisi: sono loro, nei rispettivi panni della Teresa, della Mabilia e del Giovanni, i protagonisti assoluti di Oh Vita... Oh Vita Straca, in cartellone al Teatro Smeraldo dal 30 dicembre al 7 febbraio (ore 20.45, info 02-29006767). Lo spettacolo, suddiviso in due atti, parte come sempre dal classico cortile lombardo - il microcosmo popolare dove si parla rigorosamente in dialetto e si tira a campare - per raggiungere altri immaginifici luoghi e situazioni narrative. Quest'anno la storia porterà i Legnanesi da casa Colombo addirittura in Russia, e da lì ritorno a «San Vitur» (San Vittore), il ben noto carcere milanese, dove il Giovanni lavorerà come secondino. Ad andare in scena sarà dunque, insieme con i Legnanesi, l'Italia d’oggi, afflitta dalla crisi finanziaria, dai salari smilzi e dal lavoro che manca: «Anche per i Colombo - spiega il regista Antonio Provasio - i conti non tornano mai. Ma lì nel cortile restano generosi, tanto che la Teresa con degli inaspettati arretrati Inps regala al Giovanni un viaggio in Russia». A fare da cornice alla storia, come sempre, sontuose scenografie e ricchi costumi che riportano al miglior Broadway (studiati da Enrico Dalceri) perché, prosegue Provasio, «siamo noi i veri eredi del grande varietà di un tempo, tanto che in questo nostro ultimo show citeremo come tributo nomi di artisti indimenticabili come Macario, Walter Chiari e le Kessler». L'attualità, dunque, tiene ancorati i Legnanesi alla realtà: «Quest'anno ci siamo spinti oltre - rivela Provasio -. Dal momento che negli ultimi tempi ci seguono anche molti giovani, abbiamo inserito un brano techno da discoteca, si intitola Legna Tek: per ora figura nello show, in futuro apparirà nel dvd dello spettacolo in produzione. E chissà che non possa avere un futuro discografico...». Sulla valenza del dialetto, i Legnanesi dicono la loro: «Introdurlo come nuova materia nelle scuole ci sembra eccessivo, anche perché i giovani lo odierebbero. Piuttosto, sarebbe utile proporlo attraverso artisti in vista alle scuole».